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LOCARNOTutelare le stazioni tra Locarno e Camedo: successo per la petizione on line

11.04.24 - 17:58
Raccolte in meno di un mese quasi 10mila firme.
Ti-Press
Fonte Simona Procacci e Rocco Vitale
Tutelare le stazioni tra Locarno e Camedo: successo per la petizione on line
Raccolte in meno di un mese quasi 10mila firme.

LOCARNO - Lanciata meno di un mese fa da due giovani (Simona Procacci e Rocco Vitale), la petizione "Per altri 100 anni di Centovallina al servizio del pubblico", ha sfiorato le 10mila firme.

Un risultato che dimostra «quanto l'utenza sia locale che turistica sia preoccupata per il radicale stravolgimento delle stazioni ferroviarie sulla tratta tra Locarno a Camedo, sul punto di essere sostituite da strutture anonime in netto contrasto con il contesto paesaggistico e che non rispondo alle esigenze pratiche di viaggiatrici e viaggiatori», scrivono i promotori.

Sempre i due giovani «salutano positivamente la rimozione delle barriere architettoniche e la volontà delle Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi (FART) di introdurre un orario cadenzato semi-orario tra Locarno e Intragna. La richiesta concreta è di armonizzare questi lodevoli obiettivi con l'ottimizzazione infrastrutturale e la valorizzazione storica, paesaggistica e funzionale delle strutture esistenti», scrivono.

Le nuove pensiline già apparse in tre località (Camedo, Cavigliano, Verscio) «non proteggono invece da freddo, pioggia, vento e sole, e rappresentano una rottura netta con il contesto paesaggistico e culturale. In quanto azionista di maggioranza delle FART, il Cantone può esercitare pressione affinché le rivendicazioni dei firmatari vengano ascoltate. La ristrutturazione e la manutenzione delle stazioni esistenti si tradurrebbe inoltre in un investimento di denaro pubblico (i lavori vengono finanziati dalla Confederazione) a maggior giovamento all’economia locale, tramite posti di lavoro a lungo termine, non contemplati nella rapida realizzazione di manufatti a bassa manutenzione», queste le richieste.

Le firme raccolte verranno consegnate venerdì 12 aprile alla Cancelleria dello Stato, «nell’auspicio che il Consiglio di Stato prenda sul serio questa tematica apparentemente molto sentita dalla popolazione», si chiude il messaggio.

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