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LUGANO

«“La Straordinaria” è stata una pietra miliare. Ora spazi per la cultura indipendente»

Presentati i risultati della manifestazione: «30'000 presenze». Consegnata simbolicamente alle istituzioni la Carta della Gerra.
Alan Koprivec
«“La Straordinaria” è stata una pietra miliare. Ora spazi per la cultura indipendente»
Presentati i risultati della manifestazione: «30'000 presenze». Consegnata simbolicamente alle istituzioni la Carta della Gerra.
LUGANO - Tutti d’accordo. Nella sala affollata dello spazio L’Ove di Viganello, associazioni, enti e istituzioni hanno concordato sulla necessità e il bisogno di spazi, a Lugano e in tutto il Ticino, destinati alla cultura indipendente. L’occa...

LUGANO - Tutti d’accordo. Nella sala affollata dello spazio L’Ove di Viganello, associazioni, enti e istituzioni hanno concordato sulla necessità e il bisogno di spazi, a Lugano e in tutto il Ticino, destinati alla cultura indipendente. L’occasione è stata la presentazione dei dati ufficiali raccolti a seguito dell’esperienza de “La Straordinaria - tour vagabonde”, definita «uno dei periodi più frizzanti vissuti dal panorama culturale della Svizzera italiana».

I numeri - Come ha ricordato Noah Sartori, copresidente dell’associazione Idra, in quei 67 giorni la manifestazione ha ospitato più di 135 progetti socio - culturali. La programmazione, organizzata insieme a 45 associazioni ed enti, ha coinvolto oltre 270 artisti, il 36% proveniente dal Ticino, e ha visto la partecipazione di circa 30’000 persone. «Il pubblico - sottolinea Sartori - è stato intergenerazionale: una piccola agorà dove si stava tutti insieme, a prescindere dall’età e dall’estrazione sociale».

L’associazione ha impiegato 20 dipendenti e ha coinvolto 75 lavoratori indipendenti e più di 110 imprese svizzere, generando un indotto economico complessivo di circa 590’000 franchi. «Siamo riusciti a raggiungere un grado di autofinanziamento di oltre il 67%, chiudendo il conto economico a pareggio per un totale di 676’565 franchi».

«…E dopo questo?» - Per i promotori, La Straordinaria «ha dimostrato con successo che la cultura indipendente costituisce un fondamentale motore culturale, economico e sociale». Da questo assunto, ha preso forma, nei mesi passati, un percorso partecipato che ha portato alla stesura della Carta della Gerra.

«La proposta - ha sottolineato il regista Olmo Cerri - non offre soluzioni, ma pone interrogativi. Vuole porre le basi per il riconoscimento e lo sviluppo di questo tipo di cultura: non in sostituzione, ma come complemento di quanto c’è già, sulla scorta di quanto succede in altre città e cantoni svizzeri».

Il documento, in cinque punti, sintetizza preoccupazioni, perplessità e proposte condivise da oltre 700 realtà: nuovi spazi per la cultura indipendente, la ridefinizione delle modalità di assegnazione degli spazi, finanziamenti per i progetti indipendenti, un aggiornamento del quadro legislativo (ritenuto dalle forze in campo «mancante» o «obsoleto» su tanti punti, dalla mescita delle bevande all’assegnazione degli spazi in modo transitorio) e il riconoscimento della cultura indipendente.

Le istituzioni - Le richieste chiamano in causa la politica, sia comunale che cantonale. La carta è stata consegnata simbolicamente alla consigliera di Stato Marina Carobbio e al vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco. «Sono molto attenta alle vostre richieste - ha sottolineato la direttrice del DECS - penso che il Cantone debba riconoscere maggiormente la cultura indipendente, rispondendo ai suoi bisogni. A questo proposito il Dipartimento presenterà delle linee programmatiche di politica culturale, mettendo l'accento anche sul ruolo della cultura indipendente».

Per Badaracco, La Straordinaria «è stata un piccolo miracolo. Ha dimostrato a tutti che quel tipo di scena è molto viva e feconda e che ha bisogno di esprimersi. Per me è stata una pietra miliare e una bellissima avventura: il municipio e il Comune hanno lavorato in maniera coesa e unanime per dare una mano». Il capo della Divisione cultura, sport ed eventi di Lugano ha manifestato la volontà di «rispondere il prima possibile ai quesiti posti dalla Carta. E penso che il bisogno principale sia quello degli spazi».

In conclusione, sono intervenuti Marco Cupellari (coresponsabile gruppo regionale t. Professioni dello spettacolo Svizzera), Zeno Gabaglio (musicista e operatore culturale), Alessandra Gavin Müller (regista e rappresentante di GRSI), Riccardo Lisi (curatore indipendente e presidente di Visarte Ticino) e Vanni Bianconi (scrittore e operatore culturale). Ognuno con la propria visione ed esperienza, hanno sottolineato la necessità di spazi per la cultura indipendente.

L'appuntamento di questa mattina è stata anche l’occasione per consegnare le oltre 3500 firme raccolte nei 67 giorni della manifestazione dalla petizione “Lugano ha bisogno di spazi dedicati alla cultura indipendente”: il documento domanda alle istituzioni luganesi e cantonali d’attivarsi «con convinzione e urgenza per risolvere la grave mancanza di infrastrutture e di sostegno alla diffusione e alla produzione culturale, elaborata al di fuori dai circuiti istituzionali, tenendo in considerazione le esigenze delle numerose e diversificate realtà presenti sul territorio».

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