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«Dormo 4 ore a notte. E aspetto che regina e dame siano a casa»

BELLINZONA«Dormo 4 ore a notte. E aspetto che regina e dame siano a casa»

07.02.24 - 07:38
La fatica di essere Re Rabadan: dalle visite agli altri carnevali alle poche ore di sonno. E poi i selfie, gli eventi collaterali. Il video.
Davide Giordano tio/20minuti
«Dormo 4 ore a notte. E aspetto che regina e dame siano a casa»
La fatica di essere Re Rabadan: dalle visite agli altri carnevali alle poche ore di sonno. E poi i selfie, gli eventi collaterali. Il video.

BELLINZONA - Sta vivendo la sua undicesima stagione con la corona di Re Rabadan in testa. Un ruolo che non è solo legato al carnevale di Bellinzona. E che non significa solo festa e sorrisi. No, secondo Renato Dotta, 69 anni, essere Re Rabadan comporta anche fatica e sacrifici. Lo spiega in una video intervista molto intima.

Prima e dopo il Rabadan tu, la regina e le quattro dame di corte dovete visitare tanti altri carnevali della Svizzera italiana...
«Esatto. Abbiamo 10-15 visite ad altri carnevali ogni settimana. Complessivamente quest'anno ne faremo circa una cinquantina. Nel 2024 il periodo dei carnevali è molto ristretto, perché la Pasqua cade presto. Altre volte arriviamo anche a 60 carnevali visitati».

Stressante.
«Stancante soprattutto. La performance fisica è evidente».

E non finisce qui.
«Ci sono un sacco di appuntamenti collaterali. Non tutti sanno che prima del Rabadan rendiamo visita a tutte le case per anziani della regione. Una decina. E poi andiamo anche nelle scuole. Senza contare gli appuntamenti coi media».

Si riesce ancora a essere spontanei con tutti questi impegni?
«Bisogna. Il re deve essere sempre sorridente. Abbiamo anche noi però i nostri momenti di stanchezza. Subentrano sempre nelle pause tra un evento e l'altro. Devi saperla gestire la stanchezza. Non puoi permetterti grossi cali».

Re Rabadan non ha mai l'influenza? In fondo la stagione è sempre quella...
«La tosse è il mio nemico numero uno. All'inizio del mio mandato mi era capitato di prenderla. Entrando e uscendo dai capannoni. Col tempo ho imparato a prevenirla magari con una caramella al primo campanello d'allarme».

Fate sempre le ore piccole?
«Non abbiamo un coprifuoco. Nelle sere di Rabadan però ci siamo messi una regola: di essere a casa sempre tra le due e le tre di notte. In modo da dormire almeno quattro o cinque ore. Altrimenti non si reggono i ritmi. Io prima di dormire aspetto sempre un messaggino da parte della regina e delle dame di corte. Sono tranquillo se sono tutte a casa».

Cosa succede il giorno dopo la fine di tutti i carnevali?
«Sto a casa. E per un paio di giorni mi isolo. Non guardo il telefonino e nemmeno la televisione. È uno scarico. Nelle settimane di carnevale tutti mi cercano. E in tanti mi chiedono un selfie. Chiedessi un franco per ogni selfie, mi farei una crociera di sei mesi ogni anno. Il problema è che le crociere non mi piacciono. Preferisco la montagna».

Il tuo predecessore, Dante Pesciallo, non fa più carnevale. Per scelta. Farai così anche tu?
«Ho un sogno. Nel 2028 si festeggeranno i cento anni da quando è stata istituita la figura di Re Rabadan. Vorrei essere io il re del giubileo. Poi l'anno successivo posso anche abdicare».

Da questa affermazione si nota un certo ego positivo. O no?
«Per impersonare questo ruolo l'ego è necessario. Perché ti guardano tutti. Non potrei girare vestito così altrimenti».

 

 

 

 

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