Il malessere dei giovani al centro di una conferenza pubblica

Prevenzione, diagnosi precoce e collaborazione tra scuola, sanità e famiglia.
Prevenzione, diagnosi precoce e collaborazione tra scuola, sanità e famiglia.
COLLINA D'ORO - Il disagio psicologico tra i giovani è oggi una delle sfide più complesse per la società contemporanea. Ansia, depressione, disturbi alimentari, isolamento e difficoltà relazionali sono fenomeni sempre più presenti nella vita di molti ragazzi e ragazze, e richiedono una riflessione condivisa tra famiglia, scuola e istituzioni.
Proprio per affrontare questo tema, l’associazione INsalute ha promosso la conferenza pubblica “Il malessere dei giovani”, una serata di confronto che ha riunito professionisti del mondo sanitario, educativo e sociale, offrendo al pubblico uno spazio di approfondimento e dialogo su una realtà sempre più attuale.
La serata si è aperta con i saluti di Sacha Cattelan, presidente dell’Associazione INsalute, che ha ricordato l’impegno costante nella diffusione di una cultura sanitaria accessibile e partecipata
A guidare la serata è stata la giornalista e produttrice televisiva Maristella Polli, già Presidente della Commissione Sanità e Sicurezza sociale in Gran Consiglio, che ha moderato il dibattito accompagnando il pubblico attraverso le diverse prospettive emerse durante la tavola rotonda.
Tra i relatori, Daniele Intraina, direttore dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale, ha portato l’esperienza del sistema pubblico nella presa a carico delle fragilità psichiche, sottolineando come negli ultimi anni sia cresciuta l’attenzione verso i segnali di disagio che emergono sempre più precocemente.
Sul tema dei disturbi del comportamento alimentare, Claudia Ariemma, capo servizio del Centro per i disturbi del comportamento alimentare e psichiatra e psicoterapeuta, ha evidenziato l’importanza della diagnosi precoce e del lavoro multidisciplinare per accompagnare i giovani in percorsi di cura efficaci.
Il punto di vista della prevenzione e del sostegno ai giovani è stato portato anche da Ilario Lodi, responsabile dell’Ufficio regionale della Svizzera italiana di Pro Juventute, che ha ricordato il ruolo fondamentale delle reti di supporto e dei servizi di ascolto dedicati ai ragazzi.
La riflessione è stata arricchita dal contributo dello psichiatra e psicoterapeuta Graziano Martignoni, già professore SUPSI, che ha offerto una lettura più ampia del fenomeno, collegando il malessere giovanile ai profondi cambiamenti culturali e sociali che caratterizzano il nostro tempo.
Dal punto di vista educativo e sociale sono intervenuti anche Edo Carrasco, direttore della Fondazione Il Gabbiano, Marco Maggi, capo équipe del Centro Psico-educativo di Lugano, e Gian Paolo Conelli, direttore della Fondazione Amilcare, portando esempi concreti di lavoro quotidiano accanto ai giovani e alle loro famiglie.
Il confronto tra relatori ha messo in luce quanto sia fondamentale una collaborazione sempre più stretta tra i diversi attori del territorio – servizi sanitari, istituzioni educative e realtà sociali – per intercettare precocemente i segnali di disagio e costruire percorsi di accompagnamento efficaci.






