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BELLINZONA

«Siamo pronte per il 14 giugno»

I movimenti delle femministe hanno presentato oggi tutte le ragioni dello sciopero nazionale
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«Siamo pronte per il 14 giugno»
I movimenti delle femministe hanno presentato oggi tutte le ragioni dello sciopero nazionale
BELLINZONA - «Sono passati 4 anni dallo storico sciopero delle donne del 2019, ma i progressi che chiedevamo non sono arrivati. Anzi, Le donne continuano a lavorare in settori a basso salario, continuano ad avere condizioni di lavoro preca...

BELLINZONA - «Sono passati 4 anni dallo storico sciopero delle donne del 2019, ma i progressi che chiedevamo non sono arrivati. Anzi, Le donne continuano a lavorare in settori a basso salario, continuano ad avere condizioni di lavoro precarie e continuano a svolgere gratuitamente lavoro di cura e domestico di cui beneficia l’intera società».

È Chiara Landi, di Unia Ticino. Per questa ragione il congresso delle donne USS del 2022 «ha deciso che il 2023 sarebbe stato nuovamente un anno di grande mobilitazione e di sciopero femminista». Anche il Ticino farà la sua parte nella mobilitazione del prossimo 14 giugno. E lo ha ribadito nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi dall'Unione sindacale svizzera e dal Collettivo per lo sciopero femminista. 

«Nessun salario femminile dovrà essere sotto i 4'500 franchi - dice facendo riferimento a una delle rivendicazioni sindacali della sua organizzazione - e sosterremo l'introduzione di una tredicesima AVS. E poi ci batteremo per il miglioramento della legge sui reati sessuali e la riduzione dell'orario di lavoro».

Tema quest'ultimo caldeggiato con particolare forza al tavolo delle rivendicazioni anche dalla Commissione Donne del SEV, il Sindacato del personale dei trasporti: è Veronica Galster a soffermarsi sulla necessita di riequilibrare gli assetti legati al tempo di lavoro e alla conciliazione tra vita professionale e vita privata. «Una questione importante per tutte le lavoratrici ma in particolare per coloro che lavorano a turni, come gran parte di chi opera nel settore dei trasporti».

Molte motivazioni discriminanti giustificano il ritorno in piazza del movimento femminista: lo sottolinea Renata Barella, segretaria del Sindacato Svizzero dei Mass-Media per le pari opportunità. «La discriminazione è più estesa di quel che si pensi - afferma - infatti molte donne lavorano a tempo parziale e vengono comunque chiamate a prestare ore supplementari, che però vengono riconosciute come tali solo se vanno oltre il volume di lavoro di un tempo pieno. Oppure - aggiunge - capita che alle donne vengano attribuite funzioni che non corrispondono a quanto da loro effettivamente svolto, con un conseguente reddito inferiore».

Anche Syndicom Ticino e Moesano sarà in piazza il 14 giugno per lo sciopero delle donne: «In Posta abbiamo lanciato diverse petizioni per chiedere aumenti salariali e abbiamo denunciato il ricorso sempre più massiccio al personale a tempo parziale e interinale a sostituzione dei colleghi a tempo pieno che vanno in pensione. Invitiamo tutti a partecipare alla mobilitazione».

Giulia Petralli, del VPOD Ticino, il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari, nel sostenere le ragioni dello sciopero femminista, ricorda che «in generale in Svizzera nel 2020 le donne hanno guadagnato in media il 18% in meno rispetto agli uomini. Un inaccettabile dato che si giustifica solo con il fatto che i lavori svolti dalle donne sono in generale meno apprezzati e di conseguenza meno valorizzati».

In concomitanza con lo sciopero, sono previste manifestazioni nelle principali città svizzere: anche il Ticino avrà il proprio corteo (e con buona probabilità sarà a Bellinzona).

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