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LOCARNOTraduce bestseller dall'arabo al francese, locarnese finalista a Parigi

30.08.22 - 08:35
Davide Knecht (sua la versione francese del best-seller “Aroos Amman”) in corsa per il premio Pierre-François Caillé
Foto D.K.
Traduce bestseller dall'arabo al francese, locarnese finalista a Parigi
Davide Knecht (sua la versione francese del best-seller “Aroos Amman”) in corsa per il premio Pierre-François Caillé

LOCARNO - Davide Knecht è nato il 29 settembre 1989 a Locarno, più o meno un mese e mezzo prima della caduta del muro di Berlino. «Non che le due cose siano collegate» scherza. Lui, come vuole l’antica tradizione ticinese, lascia la sua terra natale dopo la maturità. La passione per le lingue lo porta a Ginevra. «Qui studio Greco antico e Arabo, poi un viaggio a Beirut mi fa innamorare del Medio Oriente». 

Un mese nel deserto con i beduini e il soggiorno in Giordania. Impara a destreggiarsi in Arabo levantino e in Arabo standard moderno. Un mese nel deserto del Wadi Rum assieme ai beduini e la successiva sosta ad Amman, in Giordania, gli cambia la vita, anche quella professionale. Girando un giorno per i bazar e le librerie-caffè della capitale giordana, s'imbatte in un libro, "Aroos Amman", il best-seller dello scrittore giordano Fadi Zaghmout.

Il bestseller che gli cambierà la vita. Non sa ancora - lui che però in cuor suo si vede in una vita da traduttore - che quel libro un giorno gli spalancherà le porte del mondo dei traduttori che conta: la sua traduzione in francese di quel best-seller è in lizza oggi a Parigi - in una griglia di altri 4 finalisti - per il prestigioso premio Pierre-François Caillé, voluto dalla Société Française de Traduction.

«Per me è una sorpresa - ci racconta al telefono dalla sua casa di Lione - sapevo che l'editore (ndr. l’Asiathèque) aveva mandato il mio libro ai componenti della giuria del premio ma mai mi sarei aspettato di finire tra i finalisti. Sono molto felice e adesso attendo il 18 novembre quando sarà annunciato il vincitore. Portare a casa questo premio - dice - significherebbe sicuramente un aumento della offerta lavorativa».

Gli studi di dialettologia araba all'Istituto di Lingue e civiltà orientali di Parigi. Un premio prestigioso che varrebbe doppio: Davide, specializzato in dialettologia araba, linguistica e traduzione all’Institut des Langues et Civilisations Orientales (INALCO) di Parigi, al termine del corso di studio nella capitale francese comincia a lavorare; dapprima come coordinatore di un centro linguistico, poi in un sindacato agricolo francese e infine come mediatore linguistico (arabo-italiano-francese-inglese) per un servizio d’immigrazione sempre a Parigi dove la vita è molto costosa, tanto da costringerlo a fare le valigie e cambiare città.

Sceglie Lione: è qui che, dopo il lavoro, con molta fatica - «perché non è proprio una passeggiata tradurre dall'arabo al francese»- inizia a lavorare al libro del quale si era innamorato in quella famosa libreria-caffè e che lo sta portando adesso nell'olimpo dei grandi traduttori.

L'incontro con l'editore a una fiera del libro. «A una fiera del libro conosco quello che sarebbe diventato il mio editore - ricorda Davide - al quale racconto quello che stavo traducendo. Una settimana dopo mi chiama per dirmi che era interessato e che avrebbe stampato la versione francese di Aroos Amman che esce in francese per la prima volta nel marzo del 2021 con il titolo di “L’épouse d’Amman”. 

In corsa per il prestigioso premio Pierre-François Caillé. Il romanzo entra nella preselezione dei primi 10 libri scelti per il premio Lorientales 2022 senza essere però scelto per la lista dei 5 finalisti. Ma è solo un appuntamento rimandato quello delle nomine che hanno un certo peso: il 26 luglio ottiene infatti la nomination per la migliore traduzione francese per il premio Pierre-François Caillé della Société Française de Traduction. Il libro di Davide fa inoltre parte dei libri consigliati dal Centre National du Livre in occasione della Giornata contro l’Omofobia nel Maggio 2021.

Mentre attende novembre si sta dedicando alla traduzione - per una casa editrice italiana - di alcune opere di fantascienza araba: «si tratta di due scrittori in particolare, Ibraheem Abbas e Yasser Bahjatt. È un mondo affascinante e ancora tutto da scoprire, ma tradurre queste storie mi dà grande emozione».

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