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L'antenna 5G intercetta nove opposizioni e centinaia di firme contro

MAGLIASOL'antenna 5G intercetta nove opposizioni e centinaia di firme contro

09.06.22 - 06:30
Il caso di via Castellaccio conferma le difficoltà per i nuovi impianti di telefonia mobile
Foto via Castellaccio
L'antenna 5G intercetta nove opposizioni e centinaia di firme contro
Il caso di via Castellaccio conferma le difficoltà per i nuovi impianti di telefonia mobile
Gli oppositori sollevano vari argomenti contro, tra cui l'altezza di una ventina di metri dell'antenna e l'inserimento paesaggistico in zona prettamente residenziale

MAGLIASO - Non sono pochi quasi trecento abitanti che firmano contro una domanda di costruzione. A captare il malumore è un’antenna 5G, o meglio un "impianto di telecomunicazione mobile" che Swisscom intende innalzare su un sedime privato nella residenziale via Castellaccio. Dopo essere stato osteggiato da volantini apparsi nei mesi scorsi, ora il progetto incontra diverse opposizioni. Nove, come conferma l’Ufficio tecnico comunale, quelle inoltrate al termine del breve periodo di pubblicazione (solo 15 giorni, intervallati da festività, storcono il naso i contrari) scaduto il 6 giugno. A dar polpa alle richieste di rigetto, un paio sono appoggiate da una corposa lista di firmatari. 

Venti metri d'altezza - Numerosi gli argomenti portati contro il progetto che prevede la posa di un palo alto 20 metri a ridosso di un riale. Le tre opposizioni che abbiamo potuto visionare “attaccano” la domanda di costruzione da diverse angolazioni. C’è chi punta sugli effetti delle radiazioni non ionizzanti, evidenziando che «l’innocuità delle onde emesse da installazioni (...) come il 5G non sia ancora stata provata» ed «è un dovere anche delle autorità comunali vegliare alla salute dei propri cittadini».  

Gli argomenti contro - Altre opposizioni evidenziano invece quelle che, a loro dire, sono le ragioni per cui quella specifica antenna non va piantata in via Castellaccio. Ragioni di merito, come il mancato rispetto delle disposizioni relative all’inserimento paesaggistico, la distanza minima dal confine (e dal riale) di 5 metri e l’altezza massima di 9 metri. «È vero che le antenne - si legge in un’opposizione - devono generalmente sopravanzare i tetti. Ciò non significa tuttavia che tali opere sfuggano completamente alle limitazioni d’altezza. (...) Nella fattispecie, l’antenna si erge sino all’altezza di 20 metri. È più del doppio dell’altezza massima di zona».

Attendendo il Piano regolatore - Sulla base di questi e di altri argomenti gli oppositori chiedono al Municipio di non rilasciare il permesso di costruzione. Ma c’è anche chi offre una via d’uscita all’autorità comunale, chiedendo la sospensione della decisione per due anni, in attesa che il Comune stesso stabilisca nel piano regolatore le zone atte alla posa di antenne per la telefonia. La speranza di chi abita in via Castellaccio è che il Pr alla fine indichi altre ubicazioni. Gli oppositori non nascondono, infine, che le quasi 300 firme sono anche un messaggio politico in vista delle elezioni del 2024. Perché è importante che il telefonino prenda, ma lo è altrettanto per chi fa politica prendere i voti.

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