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MAGLIASO
23.02.2022 - 18:180
Aggiornamento : 24.02.2022 - 09:38

«Ci siamo svegliati una mattina con la nostra casa svalutata del 25%»

Cresce la protesta e il volantinaggio contro il sorgere di un'antenna 5G in una via residenziale

Il sindaco getta acqua sul fuoco: «Il Municipio è tutt'altro che felice di questo progetto». I residenti puntano il dito contro chi ha messo a disposizione il terreno: «Forse la ditta è in affitto e non c'entra nulla» taglia corto il giardiniere attivo sul sedime "antennabile"

MAGLIASO - A dispetto del nome, via Castellaccio, è una zona molto carina e tranquilla. Una strada residenziale, dove la velocità massima consentita è di 30 km/h e perciò ideale per passeggiare. A rovinare la pace dei residenti e dei proprietari di case è però un’antenna per la telefonia mobile di tipo 5G che Swisscom intenderebbe piazzare a poca distanza della fermata del trenino. Il progetto si è materializzato, pochi giorni fa, sotto forma di una “modina”. Sul sedime dove sorge la ditta di un giardiniere è stata innalzata infatti un’asta che segna l’altezza, una ventina di metri, del futuro ripetitore.

La svalutazione - L’opposizione dei residenti è stata immediata, attraverso un volantino che manifesta alle autorità comunali tre tipi di preoccupazioni: c’è naturalmente la salute, ma anche l’impatto paesaggistico e soprattutto il valore immobiliare. «Ci siamo svegliati una mattina con la nostra casa svalutata del 25 per cento» si sfoga un residente. Che ci tiene a chiarire come «a ribellarsi è tutta una comunità».

Dalla canapa al 5G - Nel frattempo la domanda di costruzione di Swisscom, arrivata venerdì scorso, è al vaglio dell’Ufficio tecnico per la valutazione che precede la messa in pubblicazione. I confinanti annunciano però già ora opposizione. A confortarli c’è anche il parere, che abbiamo raccolto, del sindaco Roberto Citterio: «Il Municipio è tutt’altro che felice di questo progetto che sarà valutato nell’ambito della legislazione». Dopo essere riusciti ad estirpare gli odori della canapa, una nuova gatta da pelare: «Magari ora riusciremo anche ad evitare l’arrivo di un’antenna 5G» dice Citterio. 

La replica del giardiniere - Intanto però è palpabile anche il malumore nei confronti del proprietario del terreno dove è prevista l’antenna: «Con l’affitto versato da Swisscom ci guadagneranno, mentre tutti gli altri proprietari di case perderanno centinaia di migliaia di franchi» dice un altro abitante. Affilata è la replica del giardiniere che sul terreno ha il magazzino: «Prima di fare del volantinaggio con il nostro capannone ben in vista bisognerebbe informarsi. Forse la ditta è in affitto e non c’entra nulla. Ma poi chi lo dice che qui sorgerà un’antenna? Nella domanda di costruzione (non ancora pubblicata, ndr) non c’è il mio nome» taglia corto. 

Gli argomenti contro - Non è mistero che in pochi vorrebbero vivere accanto ad un pinnacolo per la telefonia, 4 o 5G che sia. Opporsi però non è semplice. C’è la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, ma la questione dei potenziali danni alla salute è ancora dibattuta. A Magliaso potrebbero far leva invece su un altro argomento, citato anche nelle “Linee guida cantonali: Antenne per la telefonia mobile” e ammesso dallo stesso Tribunale federale tra le “ripercussioni ideali”: «La presenza delle antenne - si legge nel testo - può rendere le proprietà nei quartieri toccati meno attrattive sul mercato immobiliare (compravendita) e dell’alloggio (locazione), diminuendone il valore». 

Le zone idonee - Ora il Municipio di Magliaso, se da un lato si è impegnato per la valorizzare via Castellaccio, non ha per contro ancora assolto l’obbligo di indicare nel Piano regolatore le zone idonee ad ospitare le antenne. Si tratta della pianificazione degli impianti per la telefonia mobile che i Comuni hanno tempo fino al 2025 per realizzare. «Non abbiamo ancora fatto passi in questa direzione - dice il sindaco -. L’Ordinanza cantonale fissa comunque già oggi una graduatoria per l’ubicazione di queste antenne. Via Castellaccio si trova nella VI zona di priorità, bisognerà capire perché Swisscom ha scartato le altre 5 zone più idonee».  

La salvaguardia della via - Per altro lo stesso Municipio, quando nel 2017 chiedeva 340 mila franchi per sistemare i marciapiedi e la piazzetta della via Castellaccio, sottolineava come «la qualità di vita della residenza è tanto più apprezzata se il territorio nel quale l’uomo esplica le sue funzioni è interessante e salvaguardato». «Bella salvaguardia!» commenta ora un abitante osservando l'antenna. O meglio l'idea platonica di antenna.

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