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Il Medico cantonale Giorgio Merlani.
CANTONE
12.05.2022 - 19:000
Aggiornamento : 21:02

Picchi estivi di Omicron 4 e 5? «No, ma non vedremo "tripli zeri"»

Il Medico cantonale Giorgio Merlani ai microfoni di RadioTicino. Nuovi richiami in autunno? «È presto per dirlo»

BELLINZONA - La situazione epidemiologica in Ticino è stabile, ma difficilmente quest'anno si farà ritorno ai "doppi" e "tripli zero" che aveva caratterizzato i mesi estivi dopo la prima ondata di Covid, ormai due anni fa. Lo afferma il Medico cantonale Giorgio Merlani ai microfoni di RadioTicino.

«Penso che durante l'estate avremo dei casi. Probabilmente più bassi di adesso. Ma non torneremo ai "tripli zero" (zero casi, zero ricoveri e zero decessi, ndr.) che avevamo durante l'estate del 2020. E poi «bisognerà vedere cosa succede con l'ennesima nuova variante».

Merlani fa riferimento alle cosiddette «Omicron 4 e 5», i cui primi casi, spiega, «si sono registrati anche in Svizzera» e che «potrebbe essere un po' più contagiosa» rispetto alla variante attualmente circolante in Ticino. Ma sussiste quindi il rischio potenziale di un picco durante l'estate? «Non credo», dice il Medico cantonale, «ma non aiuterà a tornare ai "tripli zeri" neanche a luglio e agosto».

E in autunno?
Sguardo quindi all'autunno. Servirà una nuova dose di richiamo? «È troppo presto fare delle raccomandazioni adesso», precisa Merlani. «Su quali dati ci potremmo basare? Non sarebbe corretto». La necessità di «una quarta dose, o rispettivamente una prima dose di un vaccino adattato, dipende da quello a cui saremo confrontati. A quale variante circolerà. A cosa sarà successo all'immunità della maggior parte delle persone, soprattutto di quelle fragili, nei confronti della variante che circolerà in quel momento». Lo scenario, dice il Medico cantonale, «va da una quarta dose, rispettivamente un secondo richiamo solo per le persone vulnerabili, fino ad una nuova vaccinazione con un vaccino adattato alla nuova variante». Che sarebbe «una prima dose per tutti». «Lo scenario è aperto. Dipenderà da ciò che succede da qua all'autunno».

«Il coronavirus continuerà a circolare»
Il virus quindi continua a circolare. E continuerà a farlo anche in futuro. «Decretare la fine della pandemia è una scelta di tipo politico. E come si è già fatto in un certo senso. Quello che non sarà possibile dire è che il virus è debellato e sconfitto», ma se «non è più un virus nuovo che circola in una popolazione vergine per quel tipo d'infezione, allora si dovrà dire che non è più una pandemia». Da un punto di vista virologico, conclude Merlani, il «virus non scomparirà». Da quello pandemico sarà invece «derubricato dal momento in cui non avrà più un impatto o una mortalità diversa da altre virosi respiratorie. Ma attenzione: adesso non è ancora così».

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