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BELLINZONA«Qui scopriamo se i bimbi hanno problemi d'udito»

08.03.22 - 06:00
Lo specialista Etienne Jacot presenta la nuova cabina audiometrica dell'Ente Ospedaliero Cantonale.
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BELLINZONA
08.03.22 - 06:00
«Qui scopriamo se i bimbi hanno problemi d'udito»
Lo specialista Etienne Jacot presenta la nuova cabina audiometrica dell'Ente Ospedaliero Cantonale.
Il progetto è stato realizzato anche grazie al sostegno dell'Associazione Alessia. L'obiettivo è quello di anticipare le diagnosi il più possibile.

BELLINZONA - Bambini che non reagiscono quando la mamma li chiama. Altri che non parlano lasciando i genitori tra i dubbi. Altri ancora che tengono il volume del televisore alle stelle. I problemi uditivi colpiscono in Svizzera tra i 20 e i 30.000 bambini ogni anno. Ed è proprio per avere una diagnosi precoce che l'Ente Ospedaliero Cantonale, col sostegno dell'Associazione Alessia, si è dotato di una cabina audiometrica a misura di bambino a Bellinzona. «Il nostro scopo – spiega lo specialista in foniatria Etienne Jacot – è quello di anticipare eventuali problemi per poi poterli seguire e curare». 

Intervenire per tempo – Sì, perché la maggior parte dei casi sarebbe guaribile. Jacot, responsabile dell'ambulatorio di audiologia pediatrica, lo dice apertamente: «Percentualmente sono in pochi a dovere poi ricorrere a una protesi fissa, si tratta di casi che presentano difficoltà piuttosto visibili già alla nascita. Per altri bambini i problemi, seppur meno gravi, sono nascosti. Riusciamo a curarli tramite drenaggi o grazie a sistemi per liberare le trombe d'Eustacchio. Col tempo determinati disturbi, legati magari alla genetica, passano. Solo circa due bambini su mille hanno problemi permanenti in età pediatrica. Il nostro obiettivo è prevenire la maggior parte delle situazioni spiacevoli. Ci sono bambini che arrivano ad avere difficoltà scolastiche perché non si è intervenuti per tempo. Da adesso sarà possibile evitarlo». 

Un ambiente sereno – La cabina di Bellinzona, situata all'ospedale San Giovanni, è strutturata in maniera confortevole. «Si misura il livello uditivo del bambino in un ambiente sereno. Vogliamo che il bimbo non si senta a disagio. E così la cabina, una vera primizia per la Svizzera italiana, può contare su dimensioni decisamente più ampie rispetto a quelle usate per le diagnosi degli adulti. In modo che anche i genitori possano essere presenti. Non deve assolutamente diventare un test invasivo».     

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