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18.05.2021 - 06:000
Aggiornamento : 13:17

Farmacie “sotto assedio” per andare in Italia

La vicina penisola ha riaperto le porte ai turisti stranieri. Ma solo se in possesso di un test negativo (anche rapido)

I ticinesi scalpitano per partire. Sono una settantina le attività autorizzate a effettuare l'esame. E ora sono sotto pressione

Viaggi in Italia

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BELLINZONA - Da domenica 16 maggio per un viaggio in Italia è sufficiente un test negativo (anche rapido). E i ticinesi scalpitano per poter partire. Con l'abolizione dell'obbligo di quarantena, in men che non si dica nel nostro cantone le farmacie autorizzate a effettuare l'esame sono state prese d'assalto.

«Dalle otto di stamattina il telefono suona ogni trenta secondi» ci confermano dalla Farmacia Internazionale a Ponte Tresa, situata a due passi dalla frontiera, dove si effettuano circa una ventina di test al giorno. Ma lo stesso vale anche altrove. Per esempio a Mendrisio, alla Farmacia Fuoriporta: «Le richieste sono alle stelle, soprattutto in vista del weekend». E si parla in particolare di persone in partenza per rivedere parenti che non vedono da molto tempo, ci dicono ancora da Mendrisio.

Le richieste erano molte già prima che l'Italia riaprisse le porte al turismo straniero. Ma ora «siamo sotto assedio e facciamo salti mortali per riuscire a fissare gli appuntamenti» ci dice Federico Tamò della Farmacia Malè di Bellinzona, che è anche portavoce dell'Ordine dei farmacisti del Cantone Ticino (OFCT). «Per ottenerne uno bisogna calcolare due-tre giorni di attesa ed è meglio muoversi per tempo, soprattutto se si vuole partire nel weekend». I giorni più richiesti sono infatti il giovedì e il venerdì, in particolare questa settimana in vista della Pentecoste.

Una settantina di farmacie autorizzate - Al momento su tutto il territorio ticinese sono una settantina le farmacie autorizzate a effettuare i test rapidi antigenici (vedi elenco allegato). Su un totale di duecento attività presenti nel cantone. «Si tratta già di un buon numero, con filiali ripartite bene sul territorio» afferma Tamò. Che però ammette: «In questo momento si potrebbe sicuramente averne qualcuna in più, per offrire una maggiore disponibilità alla popolazione». Ma non è così semplice: va infatti garantita la sicurezza del personale e degli utenti. «Non tutte le farmacie hanno gli spazi necessari come previsto dalle norme».

Un test a settimana è gratuito - Per quanto riguarda i costi, la Confederazione si fa carico di un test rapido a settimana «che viene effettuato per motivi propri». Tra questi - come ci spiega ancora Tamò - rientra anche un viaggio. Ma va ricordato che non tutti i paesi consentono l'ingresso con un test rapido, come avviene in Italia. La Spagna e la Francia, per esempio, richiedono attualmente un test PCR non più vecchio di 72 ore. E il test PCR necessario per un viaggio è sempre a pagamento: si parla di 150 franchi.

Regole da cambiare - All'ingresso in Italia, il test negativo è obbligatorio per tutti. Anche per coloro che hanno già completato la vaccinazione o per chi ha già contratto il Covid. Questo al contrario di quanto aveva inizialmente previsto il Governo della vicina penisola, che parlava dell'introduzione di un Covid Pass nazionale anche per i turisti già a partire dalla metà di maggio. «Questa situazione non è sostenibile - ci dicono dalla Farmacia Signer di Stabio - da parte dell'Italia è necessario un cambiamento delle regole, in modo che le persone vaccinate o guarite dal Covid non debbano effettuare il tampone».

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