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LUGANOAspetta un rene da cinque anni: «Così la mia vita è cambiata»

19.05.21 - 18:41
La storia del 50enne Paolo Lazzeri. I donatori di organi in Svizzera sono sempre meno. Ma le cose potrebbero cambiare.
Depositphotos (immagine illustrativa)
Aspetta un rene da cinque anni: «Così la mia vita è cambiata»
La storia del 50enne Paolo Lazzeri. I donatori di organi in Svizzera sono sempre meno. Ma le cose potrebbero cambiare.
Marina Carobbio, presidente di Swisstransplant: «Si va verso la legge del consenso presunto in senso largo. È un tema sul quale è importante fare sensibilizzazione».

DINO (LUGANO) - «Psicologicamente è logorante. Non si vede una fine. La vita gira tutta intorno alla malattia». Paolo Lazzeri, di Dino, ha 50 anni. E ha un problema. Da circa cinque anni è in attesa di un rene. Non una cosa da niente in una Svizzera in cui mancano sempre più donatori di organi. «Facevo il pilota di elicotteri, ero molto sportivo. La mia vita è radicalmente cambiata». 
 
La scoperta a 21 anni – Paolo ha una malattia autoimmune che colpisce la filtrazione dei reni. «Di entrambi i reni – precisa –. Me l'hanno scoperta quando avevo 21 anni. Col tempo, nonostante la malattia progredisca lentamente, la situazione si è oggettivamente aggravata. Ogni due giorni devo fare quattro ore di dialisi. E nel resto del tempo spesso mi capita di stare male. È tutto complicato». 
 
Pochi donatori, e ci si è messo pure il Covid – Il tema della donazione di organi è sempre più dibattuto in Svizzera. Sono circa 1.500 gli svizzeri in attesa di un organo. Oltre 1.000 attendono un rene. Altri un fegato, un polmone, un cuore. «In Svizzera – fa notare Marina Carobbio, presidente di Swisstransplant – il numero di donatori di organi non è sufficiente a coprire i bisogni. Il Covid-19 ha complicato ulteriormente le cose. Ci sarà una mancanza di organi, con un aumento della lista di attesa che è già abbastanza lunga». 
 
A Berna si discute – Recentemente il Consiglio Nazionale si è dimostrato favorevole al consenso presunto del trapianto di organi. «Già il Consiglio federale aveva dimostrato sensibilità – riprende Carobbio –. La palla passa dunque agli Stati, nella sessione di settembre. Quando si fanno i sondaggi, l'80% della gente sembra disposta a donare. Poi però accade troppo raramente, perché in assenza di una chiara volontà bisogna chiedere ai famigliari, i quali quasi nel 60% dei casi si esprimono contro la donazione d’organi».

Verso una svolta – La nuova legge consentirebbe l'espianto di organi a chi non mette esplicitamente per iscritto che non li vuole donare. «C'è un registro apposta. Uno dovrebbe manifestare la propria volontà. Se non dice nulla, vuol dire che è consenziente. In tal caso sarebbe comunque coinvolta la famiglia. Ecco perché si parla di consenso presunto in senso largo».  
 
Il problema delle famiglie – Secondo Paolo Lazzeri si tratta di una bella prospettiva. Ma che porrà comunque qualche difficoltà. «L'ultima parola spetterebbe sempre ai famigliari. E spesso le famiglie vogliono mantenere integro il corpo del proprio caro. Io spingerei ulteriormente sulla possibilità di annunciarsi e registrarsi per chi vuole donare». 
 
La grande occasione – Il 50enne di Dino avrebbe potuto ricevere il rene già tre anni e mezzo fa. Da suo fratello. «Ma gli trovarono un melanoma alla pelle. E la cosa non andò in porto per ovvie ragioni. Tra un anno e mezzo forse riproveremo. Intanto mi tocca aspettare. E non è per niente semplice». 
 
«Potrebbe capitare a chiunque» – «La questione – conclude Carobbio – è davvero d'interesse pubblico, anche se la scelta rimane personale. Non si tratta di fatti privati. Bisogna sensibilizzare e capire che potrebbe davvero capitare a tutti una situazione di necessità».

COMMENTI
 
Marta 1 anno fa su tio
Trovo che il consenso presunto non sia giusto. Credo basterebbe dare la possibilità concreta ad ognuno di compilare un'auto-dichiarazione chiaramente formulata dal Governo.
Tato50 1 anno fa su tio
Il consenso presunto non è l'ultima ratio ; ci vuole anche il benestare dei famigliari. Sarà una questione di idee ma a me non spiace. In fondo salvare qualcuno è un gesto ammirevole e non penso che 50 grammi di polvere in meno nell'urna siano un grande problema ;-)
F/A-19 1 anno fa su tio
Sarà come dici ma se ti muore un figlio e poi sai che lo sezionano e gli espiantano quasi tutto ancora prima della morte clinica non è che mi attira molto come idea. Praticamente ci usano come cavie e come fornitori di pezzi di ricambio, però toglierti cuore, occhi, reni, altro non è come tirar giù due cerchioni dalla macchina. Il corpo tuo o di un tuo caro dovrebbe godere di un certo rispetto, qui invece si tratta di fare a pezzetti un tuo caro od anche te stesso senza nemmeno chiederti il consenso. E chi mi garantisce che l’espianto avviene con la morte celebrale, quelli che hanno tutto l’interesse a fare queste cose? Un po’ come chiedere ad un ladro se delle volte è stato lui a rapinare la banca.
pillola rossa 1 anno fa su tio
Il caso di Martin B fa pensare... "Mio figlio si trovava in vacanza in Italia, una mattina, verso le dieci, suona il telefono. All'altro capo del filo una voce sconosciuta, di un uomo: Buon giorno, qui l'ospedale Cardarelli di Napoli. Un ospedale? In Italia? Per l'amor del cielo, cosa è successo a mio figlio? Di nuovo lo sconosciuto: Suo figlio ha la tessera di donatore Che cosa? Grido nel telefono: No, no! non ha la tessera di donatore. Ma cosa succede? Ma insomma, mi dica di cosa si tratta. Suo figlio è gravemente ferito. È in coma. Ci dispiace. Non c'è quasi più nulla da fare... Dopo l'arrivo del padre il ragazzo si è ripreso ed è tornato a casa.
centauro 1 anno fa su tio
Bisogna considerare che se uno vuole mantenere integro il corpo del proprio familiare e poi per volontà del defunto si fa cremare per diventare cenere, è un paradosso. Quando ormai non c'è più nulla da fare e si può salvare la vita agli altri non vedo cosa ci sia di sbagliato, la regola del silenzio - consenso mi sembra eticamente corretta e applicabile. Forse chi è contrario a tale principio dovrebbe provare su se stessi o i propri familiari il bisogno urgente di un organo.
Tato50 1 anno fa su tio
Forse pensare che magari mio figlio salverà 4 o 5 persone mi permetterà di "accettare" con dolore diverso la sua perdita. Ognuno poi è libero di pensare e agire come ritiene più opportuno o giusto. Io di "pezzi di ricambio" ne ho ancora pochi intatti e cerco di farli funzionare nel modo migliore e avendo avuto quello che sai non posso donare nulla. È per questo che pago la tassa annuale di Exit anche se uno si ferma ho pagato per nulla ;-)) Chissenefrega, dopo quello che mi ha riservato la vita, sono un morto che cammina !!!!
F/A-19 1 anno fa su tio
Sarebbe come dire che se muore un ricco signore potrebbe anche donare il suo patrimonio a chi ne ha bisogno, non dico che non è giusto però allora vanno cambiate le regole che ci governano, il mondo che viviamo attualmente non ci insegna questo. Comunque che ognuno faccia come meglio crede, se tu sei così generoso col prossimo potresti già adesso donare un’occhio od un rene tuo, tanto ne hai due.
F/A-19 1 anno fa su tio
Appunto, l’occasione fa l’uomo ladro e chi mi garantisce che ognuno, tirando l’acqua al proprio mulino, si fa gli affari suoi a discapito di qualche sfigato. Praticamente si vuole legalizzare, ipocritamente, ciò che avviene già e cioè il traffico di organi.
pillola rossa 1 anno fa su tio
Esattamente
Tato50 1 anno fa su tio
Io ti donerei volentieri un rene, se compatibile, anche da vivo. Il problema è che dal 2007 ne ho solo uno ;-)
F/A-19 1 anno fa su tio
Tu sei una persona di cuore ma le statistiche danno il 60% di rinunce dopo che si sono iscritti come donatori, questo quando si arriva al dunque....., da qui mi viene facile pensare che siamo tutti bravi a parlare ma coi fatti un po’ meno, ciao Tato, sei il migliore qua dentro!
Tato50 1 anno fa su tio
No. Sono solo un essere umano con pregi e difetti come tutti. Forse altruista, questo si ;-))
dan007 1 anno fa su tio
Effettivamente occorre fare qualcosa per sensibilizzare i donatori
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