20min/Celia Nogler
CANTONE
11.05.2021 - 18:020
Aggiornamento : 20:14

Dopo la corsa ai test fai-da-te, in pochi tornano per altri cinque kit

Da parte della popolazione l'interesse è calato, ma è comunque rimasto costante

Vanno utilizzati quando non si hanno sintomi, per esempio prima di una cena con amici

Test fai-da-te

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

LUGANO - Lo scorso 7 aprile sono arrivati nelle farmacie di tutta la Svizzera. Ed è subito iniziata la corsa all'acquisto, anche in Ticino. Stiamo parlando dei test fai-da-te, uno degli strumenti che rientrano nella strategia della Confederazione contro il coronavirus. Ogni cittadino ha infatti diritto a cinque kit gratuiti al mese.

Una gratuità che ha spinto molte persone a rifornirsi sin da subito. Tanto che diverse farmacie avevano dovuto allestire una lista d'attesa. E dopo? In generale la richiesta è calata, ma restando poi costante. «All'inizio c'era l'effetto novità» ci dicono dalla Farmacia Contrada dei Patrizi a Pregassona, dove comunque «da parte della clientela si riscontra ancora un buon interesse». Va diversamente alla Farmacia Cassarate, dove si parla invece di «un forte calo».

Fatto sta che ogni cittadino, come detto, riceve gratuitamente cinque test fai-da-te al mese. E ora sono passati oltre trenta giorni dall'arrivo del prodotto nelle farmacie. I clienti stanno tornando per la seconda fornitura? «Qualcuno c'è, ma sono ancora in pochi» osservano dalla Farmacia Stazione di Bellinzona. Così anche alla Farmacia Chiesa di Chiasso: «Nel corso di questo mese le richieste sono state costanti, ma di recente soltanto un cliente è venuto a prendere altri cinque kit».

Sembra dunque che la popolazione non stia facendo incetta di test per il solo fatto che sono gratuiti. «Della mia clientela, forse il 15% ha preso i kit a cui aveva diritto. Ora il loro ritorno dipende anche dal fatto se sono stati utilizzati o meno» afferma ancora il titolare del negozio chiassese. Alla Farmacia Tosi di Gravesano, dove lo scorso 7 aprile c'era una lista d'attesa che comprendeva oltre 450 richieste, si parla anche degli allentamenti: «Un mese fa c'era stata una corsa alla novità e alla diligenza per prendere uno strumento che permetteva di sentire il profumo di libertà». E dopo? «Le circostanze sono cambiate, con la riapertura delle terrazze e quindi una maggiore vita». Certo, l'interesse - ci confermano in questo caso - c'è ancora, «ma evidentemente siamo più tranquilli». Le scorte non mancano.

Quando usarli - Nelle scorse settimane, d'altronde, le autorità hanno anche chiarito in quali casi va utilizzato un test fai-da-te al posto di un test rapido in farmacia o un tampone PCR. Lo strumento autodiagnostico è infatti pensato per chi ha previsto un incontro con persone non a rischio, quindi - per esempio, una cena con amici, un appuntamento di lavoro o simili.  E nel caso che il test sia positivo, è necessario annunciarsi alla hotline cantonale o al proprio medico per eseguire un tampone di conferma.

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