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17.03.2020 - 09:070

L'IRB regala speranza ai malati di sclerosi multipla

Un gruppo di ricercatori dell'IRB ha identificato un importante meccanismo molecolare

Esso mantiene la regolazione della reazione del nostro sistema immunitario, evitando risposte eccessive che potrebbe ledere i tessuti e che sono alla base di varie malattie infiammatorie croniche.

BELLINZONA - Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di ricerca in biomedicina a Bellinzona (IRB, affiliato all’Università della Svizzera italiana), in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, ha identificato un meccanismo molecolare che mantiene la regolazione della reazione del nostro sistema immunitario evitando risposte eccessive che possono danneggiare l’organismo. I risultati del lavoro sono stati pubblicati oggi su Nature Immunology. «Abbiamo identificato una rete molecolare che bilancia le risposte dei nostri linfociti T, cellule fondamentali del sistema immunitario», spiega Silvia Monticelli, Direttrice del laboratorio d'immunologia molecolare all’IRB e alla guida del gruppo di ricercatori. «Le attività di queste cellule si basano su un delicato equilibrio: da un lato devono assicurare la difesa dell’organismo, ma dall’altro devono limitare il rischio di potenziali danni. Una risposta immunitaria eccessiva può infatti ledere i tessuti e proprio questo danno può essere all’origine di molte malattie infiammatorie croniche, come la sclerosi multipla. Con il nostro lavoro abbiamo individuato una rete di geni regolatori, concatenati fra loro, che possono favorire o reprimere la reazione pro-infiammatoria e potenzialmente patogenica dei linfociti T».

Nel nostro sistema immunitario questi linfociti hanno infatti il ruolo essenziale di orchestrare le risposte di difesa contro l’invasione degli agenti patogeni esterni. Tuttavia possono anche favorire lo sviluppo di malattie croniche quando le risposte sono così forti da danneggiare i tessuti sani. Per questo motivo devono esistere per forza dei meccanismi di controllo della loro attivazione. In particolare i ricercatori hanno identificato un regolatore della trascrizione dei geni, BHLHE40, come fattore chiave di questa regolazione. A sua volta, BHLHE40 reprime direttamente l’espressione di un enzima, la Regnase-4, capace di degradare molecole infiammatorie, che sono fondamentali per una corretta risposta immune, ma che possono risultare dannose se prodotte in eccesso. «In generale la ricerca su tutti gli aspetti della regolazione delle risposte immunitarie è veramente fondamentale per capire cosa succede in tanti tipi di malattie, incluse le malattie infettive, come stiamo purtroppo vedendo oggi con la pandemia del Covid-19 – afferma Silvia Monticelli – La speranza è sempre quella che ricerche vigorose in questo senso ci portino a nuove terapie, anche se la ricerca richiede tempo e pazienza, e i risultati quasi sempre si vedono solo a distanza di anni».  

Lo studio è stato condotto presso il laboratorio della Dott.ssa Monticelli all’IRB di Bellinzona, in collaborazione con il laboratorio del Dr. Gioacchino Natoli presso l’IEO a Milano, ed è sostenuto finanziariamente dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca, la Società svizzera sclerosi multipla e la Fondazione Ceresio.

L’articolo scientifico intitolato A molecular network regulating the proinflammatory phenotype of human memory T lymphocytes lo trovi qui.

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