Martinelli: «Fate come me, state in casa!»
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CANTONE
16.03.2020 - 06:030
Aggiornamento : 10:48

Martinelli: «Fate come me, state in casa!»

È stato ministro e presidente dell'ATTE: l'86enne Pietro Martinelli ci racconta come sta vivendo l'epoca del coronavirus

LUGANO - «In questo momento è importantissimo proteggere le persone più fragili, gli ammalati e i nostri anziani, rassicurandoli e non esponendoli a possibili contagi. E invito caldamente tutti gli anziani e le persone fragili a non frequentare luoghi pubblici e a mantenere la distanza sociale quando si esce per una passeggiata». Con queste parole il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, direttore DSS, ha rinnovato, sabato, l'appello alla responsabilità di tutti nella lotta alla crescente diffusione del nuovo coronavirus.

E questo proprio quando nel weekend in molti - tra cui anche numerosi anziani - si sono riversati nei supermercati a fare scorte di cibo. La categoria degli over 65, che è considerata una di quelle a rischio coronavirus, come sta quindi vivendo la situazione d'emergenza? «Con un certo sbalordimento» ci racconta l'86enne Pietro Martinelli, socialista ex consigliere di Stato ed ex presidente dell'Associazione ticinese terza età (ATTE). E assicura: «Io resto in casa, ma esco per delle lunghe passeggiate mantenendo la distanza sociale».

«Come la guerra, ma con un nemico comune» - Vivendo la situazione attuale, la memoria di Martinelli corre alla seconda guerra mondiale. Sì, perché da molti le conseguenze della pandemia sulla vita di tutti i giorni sono state paragonate a un periodo di guerra. «Ai tempi del conflitto mondiale, io ero un bambino - racconta il nostro interlocutore - oggi c'è il medesimo senso di provvisorietà, non si sa bene dove si andrà a finire». Ma c'è una differenza fondamentale: «Nella guerra c'erano gli amici e i nemici, ora invece c'è un nemico comune a tutta l'umanità. E da parte della popolazione c'è una corsa alla solidarietà».

Le critiche? «Mettiamole da parte» - Martinelli è stato anche consigliere di Stato, per questo gli abbiamo chiesto come valuta le decisioni sinora prese dalla politica. «Bisogna evitare un'emergenza sanitaria e anche affrontare il grosso problema dell'economia: la posizione in cui si trovano le autorità è molto difficile». Secondo l'86enne, comunque, «complessivamente a livello cantonale e federale osservo un comportamento responsabile». Martinelli ritiene poi che questo è il momento in cui vanno messe da parte le critiche, per lasciare piuttosto spazio ai suggerimenti.

Ora Martinelli, come detto, sta a casa e si tiene «allegro» con lunghe passeggiate. E aggiunge: «Non posso dire di avere paura. Certo, non so come reagirei in caso ch'io dovessi contrarre la malattia. Ma devo dire che la mia vita l'ho vissuta bene e intensamente, ho avuto molte soddisfazioni e anche dei dolori».

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