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Alberi malati nei boschi svizzeri
CANTONE
03.03.2020 - 20:000

Le foreste svizzere piangono: il Ticino invece sorride

Allarme nei boschi: la distruzione è preoccupante. Solo il nostro cantone è in controtendenza

Ne abbiamo discusso con Giorgio Moretti dell'Ufficio cantonale della selvicoltura e degli organismi pericolosi

BELLINZONA - Si chiama bostrico, ed è un piccolo insetto che sta devastando le foreste di mezza Europa. La Germania è seriamente preoccupata, e anche in Svizzera la situazione è la peggiore degli ultimi 15 anni. D’altra parte, le cifre mostrano che nel nostro cantone la situazione è migliorata, e gli alberi infettati dal coleottero stanno diminuendo.

Abbiamo parlato con Giorgio Moretti, a capo dell’ufficio della selvicoltura e degli organismi pericolosi del Canton Ticino. 

«Il proliferare di questi parassiti è legato ai fenomeni meteorologici, e nel nord delle Alpi si ritrova al momento in condizioni paradisiache». Tuttavia, «noi non siamo stati soggetti agli stessi fenomeni. Questo principalmente grazie all’effetto di separazione delle Alpi».

«I risultati non ci sorprendono» ha proseguito l’esperto, «si vedeva che si stava sviluppando una tendenza simile negli ultimi anni. La situazione attuale in Svizzera tedesca noi l’abbiamo vissuta negli anni precedenti». 

Il Consiglio di Stato ticinese si era infatti già mosso a riguardo nel 2017, quando ha approvato un messaggio riguardante gli interventi da applicare, tra cui il monitoraggio delle popolazioni dell’insetto, il controllo dello stato del bosco, la posa di trappole e la realizzazione d'interventi preventivi. D’altronde, quando un albero viene infestato, deve venir rimosso dalla foresta il più rapidamente possibile: è l’unico modo per arginare la proliferazione del dannoso coleottero.

«Le misure attuate da parte del servizio forestale hanno sicuramente avuto un influsso sulla diminuzione dei bostrici presenti sul nostro territorio. La situazione attuale è comunque dovuta a più fattori: tra cui l’aumento incontrollabile della popolazione di parassiti, che ha portato finalmente a una diminuzione legata principalmente all’emergere di malattie. La destabilizzazione dell’ecosistema è comunque uno dei criteri più determinanti, ed è un fattore che non possiamo controllare». 

«Comunque, siamo più che soddisfatti della situazione in Ticino» ha concluso Moretti.

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