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GAMBAROGNO
07.11.2019 - 19:000
Aggiornamento : 23:10

Un “bordello” pazzesco: tutta colpa di quel divieto

Sulla strada cantonale all’altezza di Quartino, durante gli orari di punta, è una Via Crucis. Mezzi pubblici e lavoratori in ritardo. Rabbia tra gli automobilisti. Ma da dove nasce il problema?

GAMBAROGNO – Nuovi, e grossi, problemi di viabilità nel Gambarogno, nella tratta tra Magadino e Cadenazzo. In particolare all’altezza di Quartino. Il fenomeno è letteralmente esploso nelle ultime settimane. Diversi i reclami giunti al Comune e anche al Cantone. Negli orari di punta il traffico è paralizzato. «Tutto nasce da un divieto di circolazione che abbiamo piazzato nel nucleo di Quartino – spiega Alberto Codiroli, segretario comunale di Gambarogno –. La gente era stufa che le auto invadessero le zone a 30 all’ora».

Bimbi e anziani erano in pericolo – Tradotto: le auto che prima passavano dalle strade di Quartino ora si riversano tutte sulla strada cantonale. Intanto, mezzi pubblici e lavoratori se ne stanno incolonnati. E il tutto si trasforma in una vera e propria Via Crucis. «I problemi di viabilità non sono nuovi dalle nostre parti – ammette Codiroli –. Ci sono i frontalieri, c’è tanto traffico di passaggio. Effettivamente ci rendiamo conto che il divieto di Quartino sta creando ulteriori disagi. Ma non possiamo accontentare tutti. La popolazione protestava. Nel nucleo le auto mettevano in pericolo anziani e bambini».

E c’è pure il cantiere di Luino – Come se non bastasse, c’è un’altra variabile ad avere condizionato il fenomeno. «A Luino, in Italia, stanno facendo dei lavori importanti di manutenzione stradale. Ci sono dei semafori. Significa che a un certo punto ci arrivano, di colpo, 150 auto italiane alla volta. E questa situazione, su cui noi non abbiamo alcuna responsabilità, durerà per un paio di anni».

Qualche trucco per evitare la ressa – Il Dipartimento del territorio è al corrente della patata bollente attualmente nelle mani del Municipio di Gambarogno. «Siamo in contatto col Cantone. E stiamo monitorando ciò che accade. Bisogna dire che già negli ultimi giorni qualcosa sembra essere migliorato. Forse la gente ha capito che muovendosi con qualche minuto di anticipo può evitare la ressa e gli intasamenti. Non siamo in ogni caso indifferenti di fronte alla problematica».

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