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LUGANO
13.10.2019 - 16:500

Andrea Cocco si aggiudica il premio Carla Agustoni

La cerimonia si è svolta ieri al Cinema Iride: il giornalista si è imposto grazie all'audio-documentario "Cronaca di un naufragio annunciato" che racconta l'affondamento di un peschereccio a Lampedusa

LUGANO - «Nell’ottobre del 2013 un peschereccio affonda a largo di Lampedusa. A bordo ci sono più di 400 persone, quasi tutti siriani, moltissimi bambini. Stanno fuggendo dalla Libia e cinque ore prima del naufragio lanciano una serie di richieste di soccorso. Sono a 50 miglia dalle coste italiane, imbarcano acqua e stanno affondando, ma Roma risponde che la competenza dei soccorsi è di Malta. Nelle vicinanze c’è una nave della marina militare italiana, tuttavia nessuno interviene e la nave affonda. I morti saranno quasi 300, tra cui 60 bambini».

Ed è proprio questo tragico fatto da cui prende le mosse l’audio-documentario di Andrea Cocco, “Cronaca di un naufragio annunciato”, che ha vinto l’edizione 2019 del Premio Giornalistico Carla Agustoni.

In una cerimonia che si è svolta sabato al Cinema Iride di Lugano, Fabrizio Ceppi, in rappresentanza della giuria indipendente, ha motivato il premio ricordando che «basandosi proprio sull’inchiesta giornalistica, l’autore dell’audio-documentario è riuscito a portare molti elementi nuovi, attraverso le testimonianze di alcuni dei protagonisti di quel fatto. Ed à riuscito a mantenere una forte tensione narrativa anche grazie a un montaggio magistrale».

 Con motivazioni analoghe, la giuria ha voluto attribuire una menzione speciale anche all’audio-documentario di Franziska Dorau “Soumalaya Sacko” – Morte di un bracciante, sindacalista, africano in Calabria –, che ripropone con rara profondità la vicenda dell’assurda uccisione di un giovane immigrato maliano in una discarica illegale calabrese. La motivazione? «Al contenuto giornalistico, l’autrice, ha saputo unire anche un’ottima dimensione formale, riproponendo un paesaggio sonoro suggestivoe coinvolgente».

Un'altra menzione speciale è andata a Francesca Torrani per “Sulla mia pelle”, che raccoglie in un’intervista radiofonica di grande sensibilità e umanità la testimonianza di Daniella Schmid, ticinese originaria del Mendrisiotto che, sulla sua pelle appunto, ha vissuto la vicenda degli internamenti amministrativi applicati in svizzera fino al 1981. Una tragedia che – come noto – ha toccato nel nostro paese circa 60mila persone.

La Giuria ha inoltre voluto segnalare in modo particolare un lavoro «fuori dagli schemi del giornalismo classico», che ha avuto tuttavia il pregio di mettere in luce una realtà locale di rara brutalità.

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