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14.02.2019 - 14:280
Aggiornamento : 14:54

Di quanti docenti ci sarà bisogno in futuro?

Alla domanda ha provato a rispondere uno studio commissionato dal DECS. Che rivela: professione sempre più rosa

BELLINZONA - Quanti docenti ci sono in Ticino? Ma, soprattutto, di quanti ce ne sarà bisogno in futuro? A queste ed altre domande ha cercato di dare una risposta lo studio commissionato dal DECS i cui dati, snocciolati oggi, rilevano alcuni cambiamenti in atto nel mondo del corpo docenti. 

I numeri - Nel 2016/2017, l’ordine scolastico con più insegnanti è risultata la scuola media (1’357), seguito dalla scuola elementare (1’276) e dalle scuole medie superiori (556). Le docenti di scuola dell’infanzia sono invece la categoria meno numerosa (533).

Tempo parziale - Nella scuola media e nelle scuole medie superiori si riscontra una percentuale di docenti che lavorano a tempo parziale più importante (rispettivamente 72% e 65%) rispetto a quanto rilevato per le scuole comunali (44% nelle scuole elementari e 42% nelle scuole dell’infanzia).

Sole donne per i più piccoli - La scuola dell’infanzia si distingue, oltre che per la presenza di (quasi) sole donne (99%), per la percentuale minore di insegnanti anziani. Tuttavia, nel periodo considerato, è solo nella scuola dell’infanzia che si osserva un aumento della proporzione di docenti ultracinquantenni. Negli altri ordini scolastici si riscontra il fenomeno di femminilizzazione della professione docente. Nella scuola elementare la percentuale di docenti donne è passata dal 69% al 74% (+8% nel 2016/2017 rispetto al dato del 2010/2011), nella scuola media dal 55% al 60% (+9%) e nelle scuole medie superiori dal 36% al 44% (+22%).

Fabbisogno futuro - La stima previsionale del fabbisogno di futuri docenti nei diversi ordini scolastici ha lo scopo di evitare di formarne un numero eccessivo o insufficiente. Nella scuola dell’infanzia, il fabbisogno potrebbe essere dettato sia da coloro che pensano di lasciare la professione (stimati a 30 unità) sia dai pensionamenti previsti (24 unità). Anche i congedi auspicati (62 unità) hanno un’influenza importante in termini di fabbisogno, anche se solo temporaneo.

Nella scuola elementare sono soprattutto i pensionamenti ordinari o auspicati (112 unità) a pesare maggiormente sul fabbisogno di ricambio. Il fabbisogno stimato per le scuole comunali per il quadriennio, può essere garantito con i docenti formati al DFA nel quadriennio considerato.

La modifica più frequentemente auspicata dai docenti di scuola media e delle scuole medie superiori, è invece l’aumento del grado di occupazione (rispettivamente 209 e 67 casi), mentre sono i pensionamenti (167 e 74 casi) e le diminuzioni del grado di occupazione (136 e 47 casi) a influenzare il fabbisogno di questi ordini scolastici.

La quantità del fabbisogno stimato per le scuole medie e medie superiori non riflette necessariamente la difficoltà nel riempire tali posizioni con nuovi docenti. Ad esempio, sebbene il numero di posti vacanti per insegnare il tedesco è minore rispetto al fabbisogno di docenti in altre discipline, il numero di candidati per tale materia è molto esiguo.

Lo studio - I dati sopra menzionati arrivano dallo uno studio sulla previsione del fabbisogno di insegnanti in Ticino commissionato dal DECS e dalla direzione del Dipartimento formazione e apprendimento (DFA) della SUPSI al Centro innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE) dello stesso DFA.

Lo studio ha fatto una mappatura della situazione occupazionale della scuola anche in considerazione del progetto “100 matricole”, concordato tra DFA e DECS nel 2015 e volto a garantire il fabbisogno di docenti necessario per il settore della scuola dell’infanzia e della scuola elementare. Dai dati raccolti si può complessivamente affermare che negli anni il progetto sta dando i risultati attesi e oggi garantisce il ricambio necessario del corpo insegnante nelle scuole comunali, messo in crisi negli anni scorsi dall’elevato numero di pensionamenti.

Per quel che riguarda le scuole medie e medie superiori, il fabbisogno di insegnanti varia a seconda della materia, ma sembra essere sufficientemente coperto dalle posizioni formative aperte.

Lo studio permette di presentare una panoramica delle caratteristiche sociodemografiche e professionali che caratterizzano il corpo docente e la sua evoluzione a partire dall’anno scolastico 2010/2011. Da allora, nella scuola dell’infanzia e nelle scuole medie superiori, si registra un aumento annuo medio del numero dei docenti indicativamente tra l’1% e il 2%, mentre nella scuola elementare e nella scuola media si registra una loro lieve diminuzione non superiore al -0.8%.

Commenti
 
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F/A-18 1 anno fa su tio
Senti chi parla, l'acidula per eccellenza, )))))
sedelin 1 anno fa su tio
è sconfortante e deplorevole leggere i soliti commenti (qui sotto) anti-italiani anche in temi che non c'entrano, ogni articolo serve (per alcuni) a esternare il proprio disagio personale e l'astio che caratterizza certi personaggi perennemente acidi.
Jessica Meira 1 anno fa su fb
Carlotta Lo Porto
LAMIA 1 anno fa su tio
Ma va! I nostri politici aspettano i fallitalici con i diplomi comperati che non sapranno nemmeno dove si trova Campora o la Greina, pet non dire che servirà loro il GPS per trovare la sede scolastica. A quando i gilet gialli in Ticino?
Dioneus 1 anno fa su tio
@LAMIA Un insieme di sciocchezze così nutrito era difficile da assemblare. Brava :)
F/A-18 1 anno fa su tio
Ma cosa vogliamo insegnare che un terzo dei nostri figli dovrà emigrare, un terzo andrà in assistenza e per gli altri ci sarà un salario di 20 franchi all'ora, gli unici salvi sono i pubblici raccomandati o magari docenti creatori di disoccupati.
sedelin 1 anno fa su tio
@F/A-18 chiudiamo le scuole? ma roba da matt!
Lolly Rovere 1 anno fa su fb
Una volta era abbastanza una maestra sola.... oggi 3 non sono più abbastanza.... ma sono più stressate di una volta....
Renny Crotti 1 anno fa su fb
Lolly Rovere credo possa dire qualcosa Ruben Notari!😍
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