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14.05.2018 - 08:300
Aggiornamento : 11:47

Aprono un bar, ma non hanno un franco da parte

Tendenza allarmante nella Svizzera italiana, la “terra degli esercizi pubblici”. Il presidente di GastroTicino: «Troppa gente, dopo pochi mesi, ha già l’acqua alla gola»

LUGANO – Un bar ogni cento abitanti in Ticino. Uno ogni 250, mediamente, nel resto della Svizzera. La terra degli esercizi pubblici è oggettivamente a sud delle Alpi. Con un “ma” grande come una casa. Perché la percentuale annua di fallimenti e cambi gerenza si aggira attorno al 20%. E sono sempre di più gli esercenti che gettano la spugna dopo pochi mesi dall’apertura dell’attività. «È un trend che non ci piace – sostiene Massimo Suter, presidente di GastroTicino – troppa gente non fa il passo secondo la gamba. E si ritrova con l’acqua alla gola».

Attacco al secondo pilastro – Circa centomila franchi. È la cifra che, mediamente, serve per aprire un bar in Ticino, considerando anche l’arredamento e le modifiche infrastrutturali. «Spesso per coronare il proprio sogno si prelevano i fondi del secondo pilastro. Oppure ci si fa finanziare da aziende private. L’esempio classico è quello della ditta produttrice di birra, che si assume l’onere dell’avviamento del locale, ma vincola il gerente a dovere vendere un determinato prodotto, a specifiche condizioni, per alcuni anni».

A spalle scoperte – Il problema, secondo Suter, è però un altro. «In molti si lanciano nell’avventura della ristorazione senza avere le spalle coperte. Uno, prima di aprire un’attività, dovrebbe avere da parte i soldi per garantire un anno di affitto al proprietario dello spazio e un anno di stipendio ai dipendenti. Tanti esercenti non fanno neanche un business plan. Dopo due-tre mesi hanno già terminato i soldi e si sentono con le spalle al muro perché non generano subito utili».

Il mito – Attualmente sono circa 2'500 gli esercizi pubblici nella Svizzera italiana, considerando bar, ristoranti, mense e affini. «Ne chiude uno, e ne aprono due – fa notare Suter – il mito del bar non muore mai. Perché fare il gerente è uno dei modi più semplici per credersi imprenditori. Fa gola. Vendi e incassi subito. Ma è un’illusione, se non sai fare quadrare i conti e non hai inventiva».

Le responsabilità dell’edilizia – Suter se la prende, inoltre, con le pianificazioni edilizie. «È assurdo. In ogni nuovo stabile che viene costruito, ci si infila un bar o un ristorante. In questo modo i proprietari degli edifici hanno un affitto garantito. Io sono per la libertà di commercio. Ma questa tendenza va a scapito della qualità dell’offerta».

Selezione naturale – Qualche anno fa si ipotizzava un’inevitabile selezione naturale per quanto riguarda il numero di esercizi pubblici in Ticino. «E questa, col tempo, si verificherà senza dubbio. Purtroppo, prima che un locale chiuda, passa comunque del tempo. E intanto, a suon di offerte stracciate, si rosicchia comunque una fetta di clientela ai locali “buoni”».

Commenti
 
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siska 2 anni fa su tio
Ahh caro signor Suter lei é un po' freddino.....
Jj Cherryk 2 anni fa su fb
il capo è e rimane il gestore......che sia afgano, pakistano o italiano fallito.....il gerente non esiste.....svegliaaaaaaa
Giancarla Boldrini 2 anni fa su fb
Svegliaaa legislatore
Calabrin 2 anni fa su tio
... che novità... già costa 10'000.- tra scuole...corsi e quant'altro per avere la pantente....in altri cantoni si aprono i bar... e si hanno questi soldi ancora in scccarsela...... senza contare gli affitti da "pentagono" che girano....meditate !!!!
Andrea Vassalli 2 anni fa su fb
Antonio Cavadini verdum quai cos???
Alex Moscatelli 2 anni fa su fb
Vi do’ una dritta...In centro manca qualche bar ....?
Andrea Zanetti 2 anni fa su fb
Era ora che qualcuno segnalasse la mancanza di bar in centro Lugano ???
Kurt Jan 2 anni fa su fb
Eh...se non son bar con live e musica metal, rock, pop.... allora perderanno terreno ....
Carla Ostinelli 2 anni fa su fb
Una volta, nella vecchia Legge sugli esercizi pubblici, vigeva la "clausola del bisogno" che è poi stata abolita permettendo di aprire esercizi pubblici a poca distanza uno dall'altro e i risultati si vedono .
87 2 anni fa su tio
Giusto per spennare quanto più possibile i futuri esercenti, e dato che esiste già l'inutile obbligo di avere la figura del gerente per aprire un locale pubblico: quando c'è l'iscrizione di un gerente per un'attività (nuova o "recuperata"), è d'obbligo aprire un conto bancario su cui versare almeno 6 mesi di affitti e gli stipendi di almeno 2 persone e oneri sociali; denaro che sarà disponibile non prima di 7 mesi dall'apertura dell'esercizio pubblico. In questo modo si scoraggiano gli esercenti improvvisati, e forse si riesce a ridurre il numero di esercizi pubblici in Ticino. Burocrazia più o burocrazia meno, per la nuova imprenditoria questo cantone è indirizzato verso una sola destinazione: il fondo del baratro. Ma a scuola esercenti cosa insegnano se non le basi dell'imprenditoria?
Chiara Ottini 2 anni fa su fb
Non solo bar , c é gente che mette ditta senza avere un franco ,non capisco come possono fare , bisogna guardare un po meglio prima di dare il permesso !!!
Manu Bomio 2 anni fa su fb
Già. Oppure ad aprire sono malviventi che vengono dall’estero, assumono gerenti ticinesi che poi non pagano e non fanno lavorare, per fare i loro porci comodi e poi tornarsene tranquillamente al loro paese, con il divieto di tornare in CH. Ma chi paga per le loro malefatte, grazie alla legge , sono i gerenti, ritenuti responsabili di tutto. Gastroticino si d fa le palle d’oro, sforna 40 gerenti per corso, due o tre volte l’anno, e poi li lascia allo sbaraglio.
Andrè Marzo 2 anni fa su fb
Anche in Italia abbiamo questa tendenza
nordico 2 anni fa su tio
Tutto ciò che è scritto nei commenti qui sotto confermano ancora di più la mia idea che molti bar-pub-ristoranti-pizzerie-piadinerie appartengono a gruppi il cui scopo è unicamente di sbiancare soldi neri. Altrimenti certi numeri non si potrebbero giustificare.
SSG 2 anni fa su tio
Il signor Suter dovrebbe impegnarsi maggiormente a livello politico per far cambiare certe tasse che mettono in ginocchio tutti gli esercenti (vedi AVS e IVA). Un esercente per sopravvivere deve per forza diventare un delinquente importando il più possibile dalla vicina Italia, trafugando i conti e pagando poco e magari anche in nero. Uno onesto non riesce ad arrivare all'anno d'attività. Se vuoi fare concorrenza con l'estero devi abbassare i prezzi, quindi pagare meno spese (una specie di zona franca per la ristorazione). La gente si fermerebbe in Ticino, i turisti sono più attratti.
Jonathan Bopp 2 anni fa su fb
Io l'ho detto di smettere di essere poveri ma nessuno mi ascolta ?
Jonathan Bopp 2 anni fa su fb
Pensate un pò che c'è gente che lavora.
Sandra Rezzonico-Abderhalden 2 anni fa su fb
Ci si lamenta sempre che non c’è iniziativa, che non si ha voglia di farne, che se si è disoccupati bisogna reinventarsi e bla bla... ma non tutti son messi bene a soldi, ma la voglia di fare e lavorare non manca! In CH e soprattutto in Ticino senza soldi non fai un cavolo di niente, hai bisogno un pezzo di carta, corsi di anni costosissimi e diplomino anche se vuoi vendere le mele della tua pianta in giardino, non ti lasciano chances se non trovi lavoro e non hai un bel capitale da parte buonanotte. Chi ce la fa e si butta e investe tempo e il suo denaro con impegno in un’attività deve avere la sua possibilità come tutti gli altri! Non trovo giusto che solo i ricchi possano lavorare e reinventarsi e aprire negozietti e bar come vogliono, anche perché sinceramente spesso la voglia di fare è quella che è, la persona che deve lavorare anche per sopravvivere è la più motivata e si vede.
Marco Cattani 2 anni fa su fb
La casta di Gastroticino?
TheOsage 2 anni fa su tio
Ciao Signor Suter, uno fa la scuola esercente, si ndebita, poiché alcuni si indebitano già solo per frequentare la vostra scuola, e dopo che ha speso questi soldi dovrebbe mettere l'attestato nel cassetto e non provare ad aprire un bar e recuperare i soldi spesi? Ma se realmente volete limitare queste aperture, fate 2/3 anni senza corsi così non ci saranno nuovi impprovvisati imprenditori che vorranno aprire una bar. Ah no, non si può altrmimenti come campa GastroTIcino.
Nicklugano 2 anni fa su tio
Aprono un bar, ma non hanno un franco da parte ?? Ma, caro Suter, queste cose non le spiegate nei corsi per esercenti ?
Damiano Iannino Schipilliti 2 anni fa su fb
E chi da il permesso di aprire un bar?
angie-angie 2 anni fa su tio
Ho sentito dire che è un buon metodo per entrare in possesso dei soldi della cassa pensione per poi comperare una casa all'estero... Qualcun d'altro ne ha sentito parlare?
Giuliano Forlini 2 anni fa su fb
Molti gerenti in Ticino sono italiani, c'è stato e c'è ancora il mito del "mi apro un bar in Svizzera che almeno svolto nella vita"..ma considerando la popolazione, è normale che si è arrivati ad un tale livello di saturazione
Manuela Decarli 2 anni fa su fb
ogni tanto qualcuno si sveglia al mattino e fa una nuova scoperta, sveglia per modo di dire, è da un po' che gira così, apertura bar e negozi e chiusura quasi immediata, chi dovrebbe vigilare? boh
Zico 2 anni fa su tio
però la scuola per esercenti rende: vero sciur Suter? in quanti altri cantoni esiste questa scuola che spenna l'esercente ancor prima di aprire? prima di dare consigli si dovrebbe riflettere. tutto qui
miba 2 anni fa su tio
@Zico Concordo, mai commento fu più appropriato
Nicklugano 2 anni fa su tio
@Zico Infatti: ecco dove sta il problema
Bruna Bralla 2 anni fa su fb
Un bar ogni 100 abitanti ? E ne aprono ancora ? ????
mark72 2 anni fa su tio
Sinceramente credo che bisogna fare una legge che limita il numero di bar,pub per ogni comune vicino dove abito c'è un palazzo dove ci sono due bar divisi solo dall'entrata del palazzo e in meno di 100 metri oltre a questi due bar c'è ne sono altri 4 sinceramente mi sembra un po'esagerato
Manuela Quattropani 2 anni fa su fb
che fantasia!!!!cosi stuccano i fornitori non pagano i contributi e via dicendo!!!!poi dopo riaprono con un'altro nome!!Evviva il Ticino!!!
Rolf Banz 2 anni fa su fb
prima di aprire un bar/Ristorante chiedete il certificato di capacità e la liquidità , poi date il permesso
KilBill65 2 anni fa su tio
Purtroppo oggi si lasciano fare le cose con poca informazione o si rilasciano permessi con facilita'.....Poi ci meravigliamo dei fatti!!...Il Cantone si faccia delle domande ogni tanto....
GI 2 anni fa su tio
E' il mondo del "riciclo".....manco non lo sapessero...
albertolupo 2 anni fa su tio
@GI anche vero
albertolupo 2 anni fa su tio
cominciamo a togliere quella farsa della patente per la gerenza
Nicklugano 2 anni fa su tio
Saremo eternamente riconoscenti al Signor Suter per le sue perle di saggezza, ma quanto affermato lo si sa da almeno 10 anni. Ovviamente, fare il gerente potrà anche essere il modo più semplice per credersi imprenditori, ma come mai questi gerenti vengono sfornati a gruppi di un centinaio all'anno ed a colpi da 9'000. cadauno proprio dalla struttura che lui stesso presiede? Possibile che un gerente cosi perfettamente formato non allestisca un business plan e poi non sappia neppure come amministrare il suo locale ? Guardate che ci sono esercenti, io ne conosco diversi, che non hanno bisogno di frontalieri semipagati in nero, con contratti al 50% e con occupazione al 100%, e chi più ne ha, più ne metta... sanno però fare il loro lavoro!
Shion 2 anni fa su tio
@Nicklugano Possibile sì siccome le licenze si possono anche comprare!
Nicklugano 2 anni fa su tio
@Shion Sarà, ma sinceramente questo non mi risulta...
Luigi Gitto 2 anni fa su fb
Spesso i soldi che avevano li investono nel Bar, nel quale ripongono le proprie speranze..... Poi spesso devono assumere il gerente, figura puramente inventata e senza senso spesso inutile .... (Basta che fanno la scuola esercenti e poi non sanno fare un caffè o un cappuccino).
Sahil Lamba 2 anni fa su fb
E
tip75 2 anni fa su tio
quando c'era la clausola del bisogno c'erano meno ristoranti e tutti stavano bene, ora invece capaci o meno e con soldi o meno è un vero massacro e la legge come sempre lo consente
Pepperos 2 anni fa su tio
Non mi piace Sutter! Ma due cose giuste le ha dette: un anno affitto, un anno stipendio.
Lopes Goretti 2 anni fa su fb
Colpa di chi li fa aprire ??
Bruna Bralla 2 anni fa su fb
Non li fa aprire nessuno , è una scelta individuale e spesso una scelta dissennata
Salvatore Nieddu 2 anni fa su fb
I soldi per la burocrazia li devono cacciare subito. Poi se mancano i mezzi per sopravvivere chi se ne frega. Ogni apertura e ogni chiusura fruttano all‘amministra pubblica un sacco di soldi. E ad ogni apertura corrisponde un certificato di capacità distribuito da Gastro Ticino a fior di quattrini. Gli ipocriti responsabili (di fatto degli irresponsabili) di questa situazione farebbero meglio ad avere il buon gusto del silenzio ?
Alan Spongee Galbü 2 anni fa su fb
Mai nulla fu più azzeccato! ?
Sandro Rennis 2 anni fa su fb
Non ho capito, di chi dovrebbe essere lo sbaglio? In economia aziendale la prima regola si chiama: liquidità!!! Se non ne hai, se fregato! Anche se gli affari girano!
Salvatore Nieddu 2 anni fa su fb
Sandro Rennis non c’è dubbio. Se è per questo esiste anche un mercato libero e scarsa conoscenza di quest’ultimo al punto che chi si imbarca in un‘impresa spesso ha già il destino segnato. Ma il mio piccolo sfogo voleva mettere in evidenza soltanto un piccolo aspetto del vortice. Quello iniziale. La costruzione del cappio. Poi, per il resto, in economia aziendale credo esista anche il rischio imprenditoriale. È anche vero che il novello imprenditore non fa studi di settore oppure nella sua disperazione ne ignora gli aspetti negativi perché vuole uscire al più presto dal „precariato „ .
Sandro Rennis 2 anni fa su fb
Salvatore Nieddu capisco e da esperienza personale posso dire, se non si fanno i calcoli prima, non si hanno i soldi per almeno 3-6 mesi senza positivo, meglio lasciar stare
Salvatore Nieddu 2 anni fa su fb
Sandro Rennis certamente. Ma non tutti, quando c’è bisogno, possono disporre di un buon consulente. Ecco che torniamo al mio sfogo iniziale e ai due „enti“ da me menzionati che in troppi tristi casi hanno giocato il ruolo del gatto e la volpe.
Sandro Rennis 2 anni fa su fb
Salvatore Nieddu disporre di un consulente fa parte del budget iniziale se non si sa a cosa si va in contro. Per il resto vale ciò che ho detto prima. Quella è la chiave della sana economia d’impresa. Non lo insegnano quando di fa la patente?
Salvatore Nieddu 2 anni fa su fb
Sandro Rennis lo insegnavano quando l‘ho conseguita io. Ma oggi chiunque ha accesso a quella scuola e aggiungo che allora i personaggi preposti all‘insegnamento erano di tutt‘altro spessore. E mi fermo qui perché un conto è il libero mercato ma tutt’altro affare è la libertà d’espressione... Tengo a ribadire che non attribuisco la ragione dei fallimenti né allo stato che si tutela né tantomeno a Gastro Ticino che non ha certo il compito di trasformare delle capre in imprenditori a suffragio dell’antico detto “pecunia non olet”
Sandro Rennis 2 anni fa su fb
Salvatore Nieddu azz! Ben detto
Salvatore Nieddu 2 anni fa su fb
Sandro Rennis è stato un piacere. Il bello di FB
Red Ingannamore 2 anni fa su fb
Che ignoranti hahahahhahaha

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Ultimo aggiornamento: 2020-09-30 12:33:55 | 91.208.130.86