CANTONE
11.12.2014 - 07:310
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Guadagna 100mila franchi sul web: "Non lo auguro a nessuno"

La storia di Massimo, 30 anni, ex agente immobiliare convertito al poker online

BELLINZONA - Guadagnare 1 000, 2 000, 5 000 franchi a notte senza pagare un centesimo di imposte. E pentirsene. "Non tanto per una questione morale, ma di salute: lo sconsiglio a tutti". Massimo* a 28 anni ci si è tuffato a capofitto, nel poker online: "Stavo davanti al Pc da mezzanotte fino alle 10-11 del mattino, sette giorni su sette" racconta, ma i guadagni "non ne valevano la pena".

Quanto hai guadagnato?
"Nel 2012 quasi 45mila franchi al netto di una perdita di 8mila; nel 2013 60mila netti. In tutto, oltre 100mila franchi".

E ufficialmente per il Cantone risultavi...
"Disoccupato".

Hai dichiarato quei redditi?
"No. Del resto in Svizzera un professionista del poker non è considerato come tale, ma come un giocatore d’azzardo".

E non è così?
"Se giochi 15 partite alla volta su quattro computer per 10 ore di fila, l’azzardo c’entra poco".

È come se percepissi un salario per un lavoro continuativo...
"Senza contratto né garanzie. È una zona molto grigia".

Non ci sono controlli?
"Pochi e inefficaci. Il tutto si svolge su portali internazionali. Il mio account ad esempio era registrato in Ticino ma le vincite venivano accreditate su canali stranieri come Moneybooker o Paypal".

E i soldi non sono tracciabili?
"Non se utilizzi 6 carte prepagate diverse e prelevi piccoli importi. Nell’ambiente tutti fanno così".

Tu hai smesso, però. Perché?
"Era un incubo. Non avevo più una vita. Senza contare i rischi. È un lavoro che nessuno può fare per sempre e vorrei consigliare ai tanti giovani che ci si avvicinano, anche in Ticino, di non farsi illusioni. Pensate al futuro".

E dice bene, Massimo. Perché al di là del reato di evasione fiscale - di cui un giorno potrebbe essere chiamato a rispondere - il rischio "per questo tipo di soggetti è quello del burn-out, l'esaurimento nervoso" spiega lo psicoterapeuta Tazio Carlevaro del Gruppo azzardo Ticino (Gat). "Sono tipologie di giocatori difficili da intercettare proprio perché non percepiscono la dipendenza dal gioco come un danno, semmai come una dipendenza economica: e finché ci guadagnano, tutto va bene. È un po' come per gli operatori di Borsa. Alla lunga però è un lavoro usurante, e il gioco non vale la candela. La scelta di questa persona di smettere dopo due anni lo dimostra".

* nome di fantasia


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