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I nudisti iniziano a sconfinare

Nelle valli è già partita la stagione del naturismo. E c'è già chi non rispetta i divieti
Tio
I nudisti iniziano a sconfinare
Nelle valli è già partita la stagione del naturismo. E c'è già chi non rispetta i divieti
AVEGNO – Si preannuncia un’altra estate rovente per il nudismo ticinese, che tende sempre più a sconfinare. Decine di nudisti fotografati in luoghi in cui il nudismo in realtà sarebbe proibito. A Verscio, a Ponte Brolla...

AVEGNO – Si preannuncia un’altra estate rovente per il nudismo ticinese, che tende sempre più a sconfinare. Decine di nudisti fotografati in luoghi in cui il nudismo in realtà sarebbe proibito. A Verscio, a Ponte Brolla, ad Avegno… Uomini, donne, anziani, giovani. Tutti con la stessa passione, tutti incuranti dei cartelli che vietano questa pratica in quelle precise zone. Sono alcune immagini scattate da un lettore e inviate alla redazione a lanciare il reportage fotografico di Ticinonline: in riva ai fiumi Maggia e Melezza c’è chi continua a non rispettare i divieti. Creando, allo stesso tempo, malumori tra gli altri avventori della zona. 

Tolleranza - Il momento del boom deve ancora arrivare, solitamente è previsto per metà luglio. Intanto però, nonostante il tempo poco clemente del mese di giugno, le spiaggette di valle sono già molto frequentate dai ‘naturisti’. Ivo Schira, segretario comunale di Verscio, sembra sorpreso dal mancato rispetto delle direttive segnalate dai cartelli: “Di lamentele per adesso non ne abbiamo ricevute. Vigileremo in modo che i divieti siano rispettati”. Ivo Lanzi, sindaco di Avegno, è sulla stessa lunghezza d’onda. “Anche a noi sembrava tutto tranquillo. Come sempre cerchiamo di proteggere i luoghi frequentati dalle famiglie. I nudisti hanno i loro spazi ‘appositi’, posti isolati e difficilmente raggiungibili dagli altri bagnanti. Non si tratta di aree ufficialmente designate al nudismo. Semplicemente in quei luoghi non danno alcun fastidio e dunque li tolleriamo”.

Sesso nei boschi - In Ticino, per adesso, di vere e proprie aree destinate al nudismo non ne esistono. E questo nonostante diversi siti internazionali descrivano le spiagge della Maggia e della Melezza come luoghi di trasgressione, parlando anche di sesso all’aperto e di esibizionismo. Da parte delle autorità si cerca la via del compromesso, questo sì. Tollerando, ad esempio, la presenza dei nudisti in località oggettivamente discoste. Giorgio Pellanda, sindaco di Centovalli ha un’opinione chiara: “Sarebbe ideale creare delle aree simili. Purtroppo però ci sarebbe anche il rischio di ghettizzare determinate zone. Per adesso si punta sui cartelli. Hanno uno scopo soprattutto dissuasivo. Finora sembrano in parte funzionare, anche se il grande caldo deve e ancora arrivare…”

p.m./m.m.
 

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