Marina Masoni difende Sergio Morisoli: "Stasera banco di prova per il PLRT"

L'ex direttrice del Dipartimento Finanza ed Economia interviene sul caso Sergio Morisoli, suo ex collaboratore, accusato di essere ciellino e quindi sgradito sulla lista PLRT per il Consiglio di Stato. Stasera il Comitato cantonale deciderà se approvare la lista o meno
LUGANO - C'è parecchia attesa per l'incontro di questa sera a sant'Antonino, dove il Comitato catonale del PLRT è stato convocato per approvare i cinque nomi della lista varata dalla “Commissione cerca” per l’elezione 2011 del Consiglio di Stato.
Una lista che ha suscitato parecchie critiche, soprattutto per la presenza di alcuni nomi sgraditi. Tra questi c'è quello di Sergio Morisoli. E a prendere le difese di Morisoli è oggi Marina Masoni, che sul suo sito ha scritto un intervento, pubblicato oggi anche dal Giornale del Popolo, in difesa del suo ex collaboratore al Dipartimento delle Finanze e dell'Economia.
Marina Masoni parte proprio dalle critiche espresse venerdì sera contro Morisoli durante una conferenza pubblica che vedeva protagonista il direttore di repubblica Ezio Mauro. In quell'occasione, come vi abbiamo riportato venerdì sera, il radicale Domenico Bonini prendendo la parola aveva espresso malcontento per il fatto che il suo partito avesse inserito sulal lista per il Consiglio di Stato, anche un esponente di Comunione e Liberazione. Morisoli appunto.
Per la Masoni l'aggressione ideologica contro la candidatura di Sergio Morisoli è l'ultimo esempio dell'incacapacità del Plrt di "non sapersi confrontare internamente secondo il metodo liberale".
"Basta l’appartenenza o la prossimità al movimento Comunione e liberazione per stabilire, senza possibilità di appello, che vi è incompatibilità. Verrebbe da dire che se questi sono i metodi del PLRT, vi è incompatibilità tra il PLRT e il liberalismo" scrive Marina Masoni.
Poi Marina Masoni ricorda le capacità del suo ex collega di lavoro: "Conosco bene Sergio Morisoli: è stato il più alto funzionario del Dipartimento delle finanze e dell’economia nei 12 anni in cui sono stata in Consiglio di Stato. Al DFE era stato chiamato all’inizio degli anni Novanta dall’allora ministro delle Finanze Dick Marty. Come deputata che faceva parte della Commissione della gestione ebbi modo di apprezzare, in quel periodo, le sue capacità in ambito economico e in particolare in materia di politica del lavoro. Le sue convinzioni religiose non hanno mai creato alcun problema, proprio perché è un liberale nelle idee e nel metodo. Non so nemmeno se appartenga veramente a CL o se sia solo vicino a questo movimento cattolico. Non ha alcuna rilevanza. Non dovrebbe averla per nessun vero liberale. Ciò che conta sono le azioni, il comportamento, le idee politiche, i progetti proposti per il Ticino, il suo sviluppo, il suo benessere e quello della sua comunità".
La conclusione della Masoni suona un po' minatoria e fa presagire possibili scenari di divisioni tra l'ala liberale del partito e quella radicale: "Il confronto sulla candidatura Morisoli è un bel banco di prova per il PLRT. Molti liberali si stanno domandando se vi sia ancora un diritto di cittadinanza nel partito oppure se, prima o poi, bisognerà cercare altrove gli spazi per impegnarsi politicamente in nome dei valori del liberalismo. La prossima campagna elettorale dirà molto a questo riguardo".
RED




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