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Processo a Etter, oggi il buco di 3 milioni di franchi

Ti-Press
Processo a Etter, oggi il buco di 3 milioni di franchi
LUGANO - Seconda giornata per il processo contro Roger Etter. Oggi in aula processuale verrà ripercorso il prosciugamento del conto di Ernesto Zanini. Etter avrebbe ripetutamente prelevato (si parla di 126 prelevamenti in dieci anni) del de...

LUGANO - Seconda giornata per il processo contro Roger Etter. Oggi in aula processuale verrà ripercorso il prosciugamento del conto di Ernesto Zanini. Etter avrebbe ripetutamente prelevato (si parla di 126 prelevamenti in dieci anni) del denaro dal conto di Zanini provocando un buco di 3,2 milioni. Soldi che in parte sono finiti nella costruzione della villa di Rovio. Si cercherà di capire insomma che fine hanno fatto i soldi che Etter ha usato.

Nel pomeriggio invece vererà visionata  la videocassetta con la ricostruzione della sera del 24 febbario 2003, sera del fattaccio nella villa di Rovio.

Ieri in aula Roger Etter non ha retto l'emozione e si è visibilmente commosso quando l'interrogatorio si è spostato sulla pesante crisi che attanagliava il suo matrimonio.

I rapporti tra Etter e la moglie, infatti, erano logori. Troppo oppressivo e autoritario secondo la donna il comportamento del marito. Per l'ex uomo di punta dell'UDC - proprio la crisi coniugale - è la ragione principale delle difficoltà economiche che lo avevano poi spinto a sottrarre all'amico Zanini ingenti capitali. Per tentare di ricucire lo strappo con la moglie, infatti, Etter aveva acquistato l'imponente e onerosa villa di Rovio ( paese di cui la moglie è originaria) definita dall'imputato come "la mia grande trappola".

Il giudizio - lo ha confermato il giudice Agnese Balestra Bianchi - è atteso entro  due settimane. Nei prossimi giorni si entrerà nel vivo del confronto fra accusa e difesa, specie sulla questione chiave di tutta la vicenda: dov'era riposta la pistola? Secondo l'accusa l'arma si trovava in bagno ed era stata puntata da Etter contro Zanini per ucciderlo. Mentre per la difesa la pistola era riposta in un cassetto della scrivania, e il proiettile che ha colpito Zanini era stato sparato involontariamente.

A questo proposito però, va sottolineata la considerazione del giudice Balestra Bianchi che - considerato che Etter era un ottimo esperto di armi, ma anche un eccellente tiratore - ha constatato come l'imputato fosse ben a conoscenza delle due regole fondamentali nel maneggio delle armi, ovvero: controllare che l'arma sia sempre scarica e non puntarla mai contro qualcuno.

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