Il PLR vuole costruire «la Svizzera di domani»

Dall'assemblea liberale-radicale emerge la richiesta di più soluzioni e meno slogan: «Chi ostacola il benessere del Paese sta sia a destra che a sinistra»
SOLETTA - In occasione dell'assemblea dei delegati che si tiene oggi a Soletta, la copresidenza del PLR svizzero ha chiesto risposte concrete anziché slogan. Il PLR, infatti, è il partito delle soluzioni, ha affermato la co-presidente Susanne Vincenz-Stauffacher.
«Vogliamo nientemeno che creare i presupposti per costruire la Svizzera di domani», ha dichiarato la consigliera nazionale sangallese durante il suo discorso bilingue alla Rythalle di Soletta. Coloro che ostacolano il benessere in Svizzera sono ovunque, ha aggiunto, collocando questi «ostruzionisti» sia a destra sia a sinistra.
Sulla stessa lunghezza d'onda il co-presidente e consigliere agli Stati Benjamin Mühlemann: le proposte del PLR sono sul tavolo ormai da tempo e prevedono un migliore sfruttamento della manodopera indigena qualificata, meno burocrazia e una digitalizzazione più efficace. Ciò che manca, ha sottolineato, è «la volontà politica di attuare finalmente queste misure». Il PLR sviluppa «misure realistiche, concrete e in grado di raccogliere una maggioranza per far progredire la Svizzera. Misure che rendano il Paese forte per l'oggi e per il domani».
Iniziativa sulla neutralità? «Uno specchietto per le allodole»
Con pochissimi voti contrari, il partito si è espresso contro l'iniziativa sulla neutralità, oggetto sul quale il popolo sarà chiamato a esprimersi il 27 settembre. «La neutralità è un elemento fondamentale del DNA svizzero», ha dichiarato il consigliere nazionale solettese Simon Michel. L'iniziativa intende vietare in futuro alla Svizzera di collaborare a livello tecnico con la Nato o di adottare sanzioni contro le parti belligeranti. Per questo motivo, Michel l'ha definita uno «specchietto per le allodole» in vista del voto.
Anche il consigliere federale Ignazio Cassis si è schierato nettamente contro l'iniziativa sulla neutralità nel suo discorso. «La nostra neutralità funziona. Non abbiamo bisogno di modificarla». La Costituzione non dovrebbe essere gravata da formulazioni che generano più incertezza che chiarezza.
L'iniziativa sulla neutralità, promossa dall'organizzazione Pro Svizzera e da esponenti dell'UDC, chiede di sancire nella Costituzione la "neutralità perpetua e armata" e un ampio divieto di adottare sanzioni.
Potrebbero essere ancora sostenute soltanto le sanzioni decretate dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. La Svizzera potrebbe collaborare con alleanze militari o di difesa solo in caso di attacco diretto contro il Paese. L'iniziativa era stata lanciata in seguito all'aggressione della Russia ai danni dell'Ucraina.



