L'aria condizionata negli ospedali «non deve più essere un tabù»

Il consigliere nazionale Patrick Hässig (PVL) chiede un cambiamento di mentalità: «I condizionatori non sono più tutti un flagello per l'ambiente»
ZURIGO - L'aria condizionata non deve più essere un argomento tabù nelle strutture sanitarie svizzere, sostiene il consigliere nazionale Patrick Hässig (PVL/ZH). È necessario un cambiamento di mentalità, aggiunge il politico, che è anche infermiere.
«I condizionatori non sono più tutti un flagello per l'ambiente», ha affermato Hässig in un'intervista pubblicata oggi da "Schweiz am Wochenende", sottolineando che negli ultimi anni hanno subito una notevole evoluzione. «Fanno parte della soluzione, ma devono essere abbinati ad altre misure, come l'aumento degli spazi verdi, l'ombreggiatura e, per quanto possibile, l'utilizzo dell'energia solare».
Per far fronte all'attuale ondata di caldo, il personale sanitario deve improvvisare ricorrendo a ventilatori, salviette rinfrescanti, tende chiuse e arieggiando i locali al mattino, ha osservato il consigliere nazionale. «Dobbiamo chiederci se in futuro dovremo continuare così».
Le temperature elevate, prosegue, complicano il lavoro del personale sanitario, che deve raddoppiare la concentrazione in un ambiente caldo. «La situazione è difficile anche per i pazienti, in particolare nelle camere a più letti».
Il verde-liberale zurighese auspica un dibattito aperto e «senza paraocchi» sull'uso dell'aria condizionata nel settore sanitario. Molti ospedali dispongono di un potenziale inutilizzato in materia di energia solare e di spazi verdi insufficienti per garantire un raffreddamento naturale, ha sottolineato.




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