Nazionale: «Riabilitare gli svizzeri che han combattuto nella resistenza francese e italiana»

La Camera del popolo ha approvato questa mattina una legge che chiede di abrogare le sanzioni. Ora l'esame degli Stati
BERNA - Gli Svizzeri che hanno combattuto nella resistenza francese e italiana durante la Seconda guerra mondiale vanno riabilitati. È quanto pensa il Consiglio nazionale che ha approvato una legge federale in materia.
All'epoca, e ciò vale anche oggi, ogni cittadino svizzero che si arruolava in un esercito straniero commetteva un reato punibile dal codice penale militare. Gli Svizzeri che hanno combattuto in Francia e Italia nelle formazioni partigiane furono condannati su questa base (simile destino toccò anche ai volontari partiti nel 1936 per combattere in Spagna dopo il colpo di Stato di Francisco Franco poi riabilitati dal Parlamento nel 2009, ndr.).
Le azioni di quei volontari sono legittime poiché guidate da una giusta causa, ha spiegato Simone Gianini (PLR/TI) a nome della commissione. Anche se si tratta di persone ormai decedute, è importante onorarne l'impegno, anche se postumo. "Non si tratta di criticare l'operato delle autorità di allora, bensì di annullare attraverso la riabilitazione le condanne e le sanzioni che nell'ottica contemporanea sono state pronunciate ingiustamente", ha spiegato il ticinese.
Una minoranza UDC ha invano chiesto di bocciare il progetto: "Riteniamo inopportuno rivedere sentenze emesse legalmente", ha sostenuto Roger Golay (MCG-UDC/GE). I volontari svizzeri nella resistenza violarono il codice penale militare dell'epoca e furono condannati correttamente. Riabilitarli oggi annullando quei giudizi minerebbe la credibilità dello Stato: le leggi possono essere cambiate per il futuro, ma l'applicazione di quelle passate va difesa per garantire l'affidabilità delle istituzioni, ha spiegato il ginevrino.
La nuova legge, che deve ancora passare all'esame del Consiglio degli Stati, chiede che le sanzioni pronunciate contro gli Svizzeri che hanno combattuto nella resistenza vengano abrogate. Alla stregua di quanto prevede la legge federale sulla riabilitazione dei volontari della guerra civile spagnola, non sarà possibile chiedere riabilitazioni individuali mediante domanda, né saranno versate indennità finanziarie.



