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SVIZZERA

Sicurezza, Mäder a Washington per colloqui

All'ordine del giorno sia la cooperazione bilaterale che gli F-35
Depositphotos (MichaelFitzsimmons)
Fonte Ats
Sicurezza, Mäder a Washington per colloqui
All'ordine del giorno sia la cooperazione bilaterale che gli F-35

BERNA - Il segretario di Stato della politica di sicurezza Markus Mäder l'altro ieri era a Washington per discutere con gli americani della situazione di sicurezza e della cooperazione bilaterale. I colloqui hanno riguardato anche i caccia F-35, che la Confederazione intende acquistare negli USA, ma solo in merito a questione di manutenzione.

Non ci sono state discussioni né con ambienti industriali né sul numero di velivoli che dovrebbero pervenire alla Svizzera, ha detto Mäder a Keystone-ATS. Come noto, l'acquisto dei jet è uno dei grandi progetti di approvvigionamento dell'esercito che crea grossi grattacapi al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Il problema principale sono i costi aggiuntivi, di importo ancora sconosciuto, richiesti dal produttore statunitense Lockheed Martin. Poiché i fondi per acquistare i 36 velivoli, come inizialmente previsto, non ci sono, il Consiglio federale ha due possibilità: acquistare meno caccia o richiedere un credito supplementare.

Tuttavia, come ha spiegato a metà mese il segretario generale supplente del DDPS, Robert Scheidegger, non è ancora chiaro a quanto ammonterebbe tale credito. Finora la Svizzera ha negoziato un prezzo fisso solo per otto dei 36 aerei. I prezzi per i restanti slot di produzione saranno fissati entro l'inizio del 2027. Solo allora sarà chiaro quanti aerei potranno essere acquistati con i sei miliardi di franchi approvati in votazione dal popolo.

Con un credito supplementare di 1,3 miliardi, dal punto di vista attuale si coprirebbero tutti i rischi, ha aggiunto Scheidegger. Si tratta però di una decisione politica che spetta al Consiglio federale, al parlamento e, se necessario, al popolo. Il ministro della difesa Martin Pfister ha annunciato che nei prossimi mesi saranno prese decisioni in merito.

Nei colloqui con i suoi omologhi, David A. Baker, sottosegretario alla difesa aggiunto responsabile della politica europea e della NATO, ed Elbridge A. Colby, sottosegretario alla difesa, Mäder ha esaminato le possibilità di cooperazione tra gli Stati Uniti e i paesi europei dotati degli stessi aerei da combattimento e che potrebbero avere esigenze simili, in particolare in materia di manutenzione.

Un altro aspetto concreto di collaborazione militare affrontato dalla delegazione guidata da Mäder e dalla controparte a stelle e strisce è stato lo scambio di dati sulla situazione aerea all'esterno dei confini elvetici. Anche se l'introduzione dei caccia F-35 e dei sistemi di difesa terra-aria a lunga e media gittata (come i missili Patriot, pure di fabbricazione americana) accrescerà sensibilmente la capacità di difesa della Svizzera contro le minacce aeree, a causa delle dimensioni limitate del paese, missili da crociera, missili balistici o armi ipersoniche possono essere individuate solo in una fase di avvicinamento molto avanzata. Lo scorso 11 febbraio il Consiglio federale ha proprio adottato un mandato negoziale per estendere la cooperazione in questo ambito, con i paesi vicini ma anche con la NATO, più precisamente con il Comando supremo delle potenze alleate in Europa. Da notare che anche i Patriot non fanno dormire sonni tranquilli a Pfister: ci sono ritardi nelle consegne a causa della guerra in Ucraina.

Più globalmente, il segretario di Stato ha giudicato «aperte e costruttive» le discussioni con gli statunitensi, che «sono e rimangono» un partner importante per la Svizzera in materia di politica di sicurezza.

Mäder ha tematizzato gli attuali sviluppi all'interno della NATO, viste le ripercussioni sulla sicurezza dell'Europa e quindi sul contesto strategico della Svizzera. Nei colloqui ha espresso l'auspicio di intensificare la cooperazione con l'alleanza atlantica.

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