Operation Libero: Ameti e Manser-Egli danno le dimissioni

All'assemblea generale del prossimo 21 marzo verrà scelto chi sarà chiamato a guidare il movimento
BERNA - I co-presidenti del movimento Operation Libero, Sanija Ameti e Stefan Manser-Egli, hanno rassegnato le loro dimissioni. Il gruppo di tendenza liberale e progressista si era formato in seguito all'accettazione dell'iniziativa sull'immigrazione dell'UDC nel 2014.
Manser-Egli era in carica da sei anni, Ameti da cinque. Entrambi hanno 33 anni.
Alla rivista in rete Republik il primo ha giustificato così la sua scelta: «Operation Libero ha bisogno di una co-presidenza pienamente impegnata per affrontare un 2026 ricco di votazioni».
«È stato un lungo periodo, in un ruolo arricchente e appassionante, ma non bisogna nascondersi e ammettere che questo lavoro di volontariato è molto stancante», ha aggiunto Ameti.
All'assemblea generale del prossimo 21 marzo verrà scelto chi sarà chiamato a guidare il movimento attraverso anni pieni di votazioni affini ai suoi interessi. «Se riusciremo a creare una nuova dinamica, potremo giocare un ruolo decisivo nel respingimento degli attacchi radicali contro la democrazia liberale», sostiene Ameti, che aggiunge pure come Operation Libero si appresti a chiudere l'anno contabile con il miglior risultato degli ultimi cinque anni. «Grazie a donazioni e contributi dei membri abbiamo raccolto più di 750'000 franchi».
Manser-Egli è nel frattempo diventato due volte padre e si trova ad Amsterdam per svolgere un progetto di ricerca. Ameti sta invece concludendo il suo lavoro di tesi e si vuole concentrare sulla carriera da giurista. Inoltre, a gennaio 2026 andrà a processo per aver sparato a un'immagine di Maria e Gesù, ciò che le è costato una denuncia per perturbamento della libertà di credenza e di culto e l'espulsione dalla sezione zurighese del PVL.




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