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12.03.2018 - 19:360

Frodi assicurative, sì alle indagini da "spia"

Il progetto prevede anche la possibilità di effettuare riprese video e sonore e ricorrere ai localizzatori satellitari

BERNA - "Spiare" un beneficiario di una assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi dovrebbe essere di nuovo consentito. Il Consiglio nazionale ha sostenuto oggi - con 140 voti contro 52 - un'iniziativa parlamentare in tal senso elaborata dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati.

Quest'ultima - in seguito a una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) che nel 2016 aveva dichiarato illegale la pratica - ha deciso di elaborare una base legale precisa e dettagliata della sorveglianza da parte di detective privati degli assicurati sospettati di voler frodare le assicurazioni.

Tale base legale è stata difesa anche dalla SUVA, l'Istituto nazionale di previdenza contro gli infortuni, che aveva rinunciato a sorvegliare assicurati sospetti propria sulla base della sentenza della CEDU.

Maggiore fermezza - Oggi in aula gli oratori degli schieramenti "borghesi" hanno chiesto maggiore fermezza di fronte agli abusi alle assicurazioni sociali. Gli assicurati onesti non devono subire le conseguenze del comportamento illecito di taluni, ha detto Raymond Clottu (UDC/NE).

La sorveglianza deve restare l'"ultima ratio" in caso di sospetta frode. Non bisogna che tutti i beneficiari siano sospettati di abusi, ha tuttavia assicurato Isabelle Moret (PLR/VD) a nome della commissione. Il numero dei casi avverati è limitato, ma le somme in gioco possono essere molto elevate, le ha fatto eco Lorenz Hess (PBD/BE).

Anche il consigliere federale Alain Berset ha detto che una base legale per autorizzare la sorveglianza è necessaria. Nonostante qualche lacuna, ha aggiunto il ministro della sanità, il principio della proporzionalità è assicurato.

Sfera privata - Una minoranza di sinistra avrebbe, invece, preferito che interventi "tanto delicati" nella sfera privata fossero disciplinati nel Codice di procedura penale. Finora un terzo delle sorveglianze da parte dei detective si sono rivelate infondate, ha sottolineato Silvia Schenker (PS/BS). «Siete pronti a sacrificare una parte della vostra sfera privata? Ognuno potrebbe essere interessato. Il vostro assicuratore malattia potrebbe spiarvi nella vostra camera da letto per sapere se avete davvero l'influenza», ha aggiunto invano la socialista basilese.

Ma questi argomenti non hanno convinto la maggioranza del plenum, che ha votato l'entrata nel merito con 141 voti contro 53. Anche una proposta della sinistra di rinviare l'oggetto in commissione è stata spazzata via con 140 voti contro 54.

GPS e balconi - Il progetto amplia le possibilità di sorveglianza: prevede tra l'altro che oltre ad effettuare riprese visive e sonore si possa ricorrere anche a localizzatori satellitari, quali i segnalatori GPS, per "spiare" un beneficiario di una assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi. Secondo la maggioranza, i dispositivi GPS consentono di migliorare l'efficacia della sorveglianza.

La maggioranza del Nazionale si è detta contraria all'idea di limitare le osservazioni a luoghi pubblicamente accessibili quali strade e parchi: come il Consiglio degli Stati ritiene che ciò debba essere possibile anche in posti quali ad esempio i balconi aperti e liberamente visibili da un luogo pubblico.

Autorizzazione di un giudice - L'autorizzazione di un giudice del tribunale cantonale delle assicurazioni dovrebbe essere richiesta soltanto per l'impiego di GPS Tracker. Per gli altri casi la sorveglianza sarà ordinata da una persona responsabile in seno all'assicurazione, secondo il Nazionale. Il Consiglio degli Stati, che aveva adottato il progetto in dicembre, e il governo vorrebbero precisare che tale controllo venga effettuato da un membro della direzione dell'assicurazione.

In un primo tempo la Commissione del Nazionale si era espressa in favore di un'autorizzazione per ogni osservazione, indipendentemente dagli strumenti impiegati, da parte di un giudice. Ha successivamente cambiato opinione dopo aver ricevuto informazioni dall'Ufficio federale di giustizia, secondo cui tale soluzione crea già di per sé un presupposto importante per poter utilizzare le prove raccolte in un eventuale procedimento penale.

La sinistra, per bocca di Rebecca Ruiz (PS/VD) ha tentato invano di rendere attento il plenum che si rischia di diventare più severi nei confronti di un assicurato sospettato di voler frodare le assicurazioni rispetto a un potenziale terrorista o assassino. Ma tutte le proposte di emendamento in tal senso sono state bocciate dal plenum.

Il dossier ritorna ora alla Camera dei cantoni per appianare divergenze minori.
 
 

Commenti
 
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sderenata 4 anni fa su tio
ci si pensa al fatto che quindi il 66.6% dei PERITI sono incompetenti, incapaci o truffaldini a loro volta????????
Um999 4 anni fa su tio
I comunisti: "un terzo dei controlli ha dare esito negativo" ok ma due terzi frodavano ... in sintesi il 66,6% dei controllati. Quindi la percentuale non è ancora sufficiente? Boh io credo che il privato rimanga e deve rimanere privato, ma se si usufruisce di qualsiasi servizio economico assistenzialistico di qualsiasi forma o causa, i controlli siano giusti, se una persona non ha nulla da nascondere a tal senso non vedo dove sta il problema..... certo poi se effettivamente come riportano i numeri la gran maggioranza delle persone controllate risultato che frodano, allora c'è poco da rimuginare

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