BERNA
01.12.2015 - 12:290

Depositata l’iniziativa “moneta intera” con 110’000 firme

Si chiede che solo la Banca nazionale possa creare denaro

BERNA - L'iniziativa "Moneta intera" è stata depositata oggi alla Cancelleria federale. Il testo, munito di oltre 110'000 firme, chiede che solo la Banca nazionale possa creare denaro, non solo per quanto riguarda monete metalliche e banconote, ma anche la moneta elettronica sui conti bancari.

Nel sistema attuale le banche creano denaro aggiungendo con i computer cifre sui conti bancari, ma si tratta di "denaro virtuale" che non proviene dalla Banca nazionale, ma viene creato dalle banche stesse. Gli istituti bancari infatti quando aprono un credito posseggono solo una minima parte della valuta. La cifra riportata sui conti bancari inoltre non è un mezzo legale di pagamento, ma solo una promessa da parte di una banca di pagare denaro contante quando necessario. Se una banca si trovasse in una situazione precaria i clienti non potrebbero più prelevare denaro. Esiste una garanzia sui depositi fino a 100'000 franchi ma questa copre solo l’1,4% di tutti gli averi.

In Svizzera dal 2003 al 2012 c'erano mediamente 340 miliardi di franchi di massa monetaria: solo il 10% era denaro emesso dalla Banca nazionale svizzera (BNS), il restante 90%, pari a circa 300 miliardi, era "denaro elettronico" creato dalle banche private.

L'iniziativa Moneta intera chiede di cambiare questo sistema permettendo solo alla Banca nazionale di creare moneta elettronica. Le banche potranno concedere prestiti solo con denaro che hanno ricevuto da risparmiatori, altre banche o dalla Banca nazionale. La moneta elettronica diventerebbe così un mezzo legale di pagamento, come le banconote e le monete, e apparterrebbe al proprietario esattamente come il contante che ha nel portafogli o in cassaforte, spiegano gli iniziativisti

Il denaro contante viene sempre meno utilizzato e sostituito da transazioni. Continuando di questo passo i cittadini quindi non avranno più a disposizione un mezzo legale di pagamento che valga come il denaro contante e sarebbero completamente dipendenti dalle promesse di pagamento della banche.

Inoltre sempre secondo gli iniziativisti il sistema attuale è contrario alla volontà del popolo. Nel 1891 infatti, con una votazione popolare, gli svizzeri decisero di affidare unicamente alla BNS la creazione "di biglietti di banca e di ogni altra moneta fiduciaria". L'iniziativa "Moneta intera" sarebbe quindi un'iniziativa di implementazione di quel voto.

Con la moneta intera, aggiungono i promotori, le banche continueranno ad occuparsi del traffico dei pagamenti, della concessione di crediti, della gestione patrimoniale e di altri servizi finanziari: semplicemente non potranno più creare denaro per conto proprio.

C'è chi dice no - Contraria al benessere della Svizzera, irresponsabile in relazione ai posti di lavoro, foriera di rincari per ipoteche e crediti: l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) bocca su tutta la linea l'iniziativa Moneta intera.

Secondo l'ASB la proposta limiterebbe e renderebbe burocratica la gestione della massa monetaria: a risentirne maggiormente saranno le piccole e medie imprese fortemente dipendenti dai crediti bancari. Ostacolerebbe inoltre gli vestimenti ragionevoli, con conseguenti ricadute negative sul fronte dell'impiego. E genererebbe infine un clima di incertezza sul mercato, con grave pregiudizio per la piazza finanziaria elvetica.

Sempre stando all'organizzazione delle banche l'iniziativa penalizzerebbe i risparmiatori, destinati a percepire interessi ancora più esigui sui loro risparmi, aumenterebbe il costo delle ipoteche e porterebbe a una contrazione dell'economia nonché a un minor gettito fiscale. "Il sogno di un'abitazione di proprietà diviene quindi meno realizzabile per le cittadine e i cittadini svizzeri", osserva l'ASB.

L'organizzazione contesta altri argomenti degli iniziativisti. Non è necessario - si afferma - avere un sistema di moneta intera per rendere sicuro il sistema finanziario elvetico, visto che già oggi il paese vanta uno dei regimi «Too big to fail» più rigorosi al mondo. Inoltre i depositi dei risparmiatori sono tutelati attraverso il sistema di garanzia dei depositi.

Secondo l'ASB non è nemmeno vero che l'emissione di moneta consenta agli istituti di conseguire un utile privo di rischi a spese di terzi. Al contrario: in veste di datori di credito, le banche si fanno carico di un rischio considerevole. "Del resto è proprio questo il loro ruolo economico, che le stesse svolgono in Svizzera peraltro in modo assolutamente egregio", conclude l'associazione.

 

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