Crescono i prezzi alla produzione e importazione. Pesa il petrolio

Ad aprile +0,8% su base mensile in Svizzera. Su un anno resta però un calo del 2,0%, il 36esimo consecutivo
SVIZZERA - Nuovi segnali di rincaro sul fronte aziendale in Svizzera: ad aprile i prezzi alla produzione e all’importazione sono aumentati dello 0,8% rispetto a marzo, sospinti in particolare dalla crescita del costo del petrolio legata alla guerra in Medio Oriente. Lo rende noto l’Ufficio federale di statistica (UST). Su base annua si registra tuttavia ancora una flessione del 2,0%, il 36esimo calo consecutivo.
Nel dettaglio, i prezzi alla produzione, che riflettono l’andamento dei prodotti indigeni, sono saliti dello 0,2% su base mensile, ma risultano in calo del 2,4% rispetto ad aprile 2025. Tra i prodotti rincarati figurano i derivati del petrolio, i metalli semilavorati, le apparecchiature elettriche e gli orologi.
Più marcato l’aumento dei prezzi all’importazione, cresciuti del 2,3% rispetto al mese precedente, mentre la contrazione annua si limita al -1,9%. In particolare si sono dovuti pagare di più i prodotti petroliferi e il gas, ma anche altri beni come i computer.
L’indice dei prezzi alla produzione e all’importazione è considerato un importante indicatore congiunturale, in quanto riflette la dinamica di domanda e offerta sui mercati dei beni e può anticipare l’evoluzione dei prezzi al consumo. Risulta tuttavia più volatile, poiché fortemente influenzato dalle materie prime.
In Svizzera l’inflazione si è attestata allo 0,6% in aprile, in aumento rispetto allo 0,3% di marzo e allo 0,1% dei tre mesi precedenti. L’evoluzione futura dipenderà anche dal contesto geopolitico, mentre il franco forte continua a esercitare un effetto calmierante sul rincaro importato. Le previsioni per il 2026 indicano un’inflazione media compresa tra lo 0,3% e lo 0,6%.




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