Un lavoro a tempo pieno non basta più

Il costo della vita è troppo alto: «I giovani cercano nuove fonti di reddito»
Il costo della vita è troppo alto: «I giovani cercano nuove fonti di reddito»
BERNA - Un classico lavoro a tempo pieno dalle 9 alle 17 con uno stipendio fisso non basta più. I giovani della Generazione Z e i Millennials cercano, accanto all’impiego principale, una seconda o persino una terza fonte di reddito. Questa tendenza viene definita polyworking, ovvero lo svolgimento simultaneo di più attività lavorative. Alla base del fenomeno ci sono soprattutto preoccupazioni economiche.
Molti vivono “di stipendio in stipendio Secondo l’ultima edizione del Global Gen Z and Millennial Survey 2025 di Deloitte, oltre la metà dei giovani svizzeri è preoccupata per la propria situazione finanziaria. A pesare soprattutto sono i costi della vita: il 30% della Generazione Z e il 33% dei Millennials indicano l’aumento delle spese quotidiane come principale motivo di preoccupazione, davanti a temi come il cambiamento climatico, la salute o la criminalità.
Lo studio ha coinvolto 23.482 persone in 44 Paesi, di cui 412 in Svizzera. Più di un terzo degli intervistati dichiara di avere difficoltà a coprire le spese e le bollette mensili. Inoltre, oltre la metà vive “di stipendio in stipendio”, con il reddito che viene assorbito quasi interamente dalle uscite correnti. Per i risparmi o per spese impreviste resta spesso poco o nulla.
Anche in Svizzera, nonostante l’elevato livello di benessere e gli stipendi mediamente alti, le preoccupazioni economiche sono diffuse. Quasi la metà dei giovani della Generazione Z afferma di essere in ansia per il proprio futuro pensionistico.
Boom dei “polyworkers"
A confermare il trend è anche un recente articolo dell’agenzia Reuters pubblicato nell’aprile 2026: per molti Millennials e membri della Generazione Z un solo impiego non è più sufficiente. Sempre più giovani scelgono quindi il polyworking o income stacking, cioè la combinazione di più fonti di reddito contemporaneamente.
Negli Stati Uniti il numero dei cosiddetti “polyworkers” è aumentato sensibilmente negli ultimi anni, raggiungendo il livello più alto dell’ultimo decennio. Circa il 55% di questi lavoratori multipli appartiene alla Generazione Z.
Parallelamente sta cambiando anche il rapporto dei giovani con il lavoro. Sempre più persone si allontanano dal tradizionale percorso professionale legato a un unico datore di lavoro e preferiscono modelli più flessibili, tra attività freelance, incarichi su progetto e lavori secondari.




