Keystone
SVIZZERA
14.01.2021 - 12:040

La pandemia frena anche Bossard

Per l'impresa, affari in calo nel 2020 sulla scia del lockdown globale

ZUGO - Sulla scia del coronavirus il 2020 è stato un anno di affari in calo per Bossard: rispetto al 2019 il fatturato del gruppo attivo nel settore dell'assemblaggio è sceso del 7% a 813 milioni di franchi, una contrazione che si limita però al 3% se espressa in valute locali.

«Il lockdown di marzo ha causato il crollo di alcuni segmenti dell'economia mondiale, cosa che si è riflessa nelle cifre del primo semestre dell'anno», afferma il Ceo Daniel Bossard, citato in un comunicato. La seconda ondata della pandemia ha però colpito meno duramente il settore industriale e l'impresa ha potuto approfittare della ripresa. Il quarto trimestre si è chiuso con ricavi in progressione di rispettivamente il 3% (in franchi) e il 6% (in valute locali) a 213 milioni.

Riguardo all'esercizio in corso non vengono avanzate previsioni concrete. Sulla base dei dati degli ultimi mesi del 2020 la dirigenza mostra però un certo ottimismo.

Le novità presentate oggi - che andranno poi completate con i risultati definiti, il 3 marzo - sono state bene accolte in borsa: il titolo Bossard in mattinata è arrivato a guadagnare sino al 3%.

Con 2'500 dipendenti presenti in 83 località di 31 paesi, Bossard è essenzialmente attiva su tre fronti: produce una vasta gamma di prodotti di collegamento (viti, dadi, rondelle e altro ancora), propone soluzioni logistiche per semplificare la gestione di prodotti e fornisce servizi di consulenza per ottimizzare i processi di fabbricazione e assemblaggio.

La sede è a Zugo, ma non per motivi fiscali: l'origine dell'azienda risalgono infatti a un negozio di ferramenta aperto nella cittadina nel 1831. Nel 1987 l'impresa è sbarcata in borsa, ma rimane ancorata alla sue radici: è infatti guidata dalla settima generazione della sua famiglia fondatrice.

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