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Una fabbrica di orologi.
SVIZZERA
20.10.2020 - 09:080

L'export svizzero riprende, pian piano

In aumento del 6,5 per cento rispetto al secondo trimestre. A tirare è soprattutto l'Asia

BERNA - Ripresa del commercio estero svizzero nel terzo trimestre, dopo il crollo record causato dalla crisi mondiale del coronavirus: rispetto al secondo trimestre le esportazioni sono aumentate del 6,5%, mentre le importazioni sono progredite dell'11,5%. Ma settembre dà segnali negativi.

In valori assoluti nei tre mesi in rassegna export e import si attestano a rispettivamente 53,6 e 45,4 miliardi di franchi, valori assai inferiori a quelli - rispettivamente di 58,5 e 52,4 miliardi - registrati nello stesso periodo del 2019, emerge dai dati pubblicati oggi dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD). Il trimestre si chiude con un'eccedenza di 8,2 miliardi, contro il record di 9,6 miliardi di franchi della seconda parte dell'anno.

Le esportazioni sono aumentate sia in luglio che in agosto, per poi però indebolirsi in settembre. Sull'arco dei tre mesi (e rispetto al secondo trimestre) tutti i settori hanno fatto passi avanti, ad eccezione di quello dei prodotti chimici e farmaceutici (-1,2 miliardi di franchi), che nei mesi precedenti aveva sopportato assai meglio di altri l'impatto della pandemia. È in particolare apparso in ripresa il ramo orologiero (+1,9 miliardi), che è comunque ancora ben lontano dai livelli pre-Covid. Hanno ripreso un po' di vigore anche i comparti degli strumenti di precisione (+0,7 miliardi) e quello delle macchine e dell'elettronica (+0,6 miliardi). A livello regionale il Made in Switzerland è stato più apprezzato in Asia (+17%), nel Nordamerica (+14%) e in Europa (+7%), con Italia, Regno Unito, Francia e Olanda che hanno mostrato dinamismo, mentre Germania e Spagna hanno segnato un lieve calo.

Da parte sua la crescita delle importazioni, che si è attestata a 4,7 miliardi di franchi, ha interessato tutti i gruppi di merci. L'incremento più marcato è stato osservato per i veicoli, con un aumento di quasi 2 miliardi di franchi. I flussi con l'Asia si sono rivelati stabili (+0,4%), mentre si sono fatti più intensi quelli con Nordamerica (+17%) ed Europa (+14%). Con il vento in poppa si è mostrato in particolare l'export verso la Germania (+1,4 miliardi), ma anche Italia e Francia hanno apprezzato maggiormente le merci elvetiche, con una progressione cumulata di circa 1 miliardo.

Per quanto concerne il solo mese di settembre le forniture all'estero sono tornate a calare, scendendo - al netto degli effetti stagionali - dell'1,9% in comparazione ad agosto e attestandosi a 17,9 miliardi. In termini reali (cioè tenuto conto di una correzione per l'evoluzione dei prezzi) la flessione è del 2,1%. L'import è per contro salito, rispettivamente dell'1,9% (nominale) e del 2,1% (reale) a 15,2 miliardi. Il nono mese dell'anno si chiude pertanto con un'eccedenza di 2,7 miliardi.
 
 

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