Swisscom/Beem
SVIZZERA
11.06.2019 - 16:190

Se il manifesto ti manda la pubblicita direttamente sullo smartphone

La tecnologia Beem di Swisscom promette una rivoluzione nell'advertising sfruttando gli ultrasuoni (e non necessita di app) ma non mancano le critiche

ZURIGO - La tecnologia Beem, che permette una rivoluzione nella pubblicità, è recentemente sbarcata in Svizzera, ma soffre di una pessima reputazione che ne frena la diffusione.

La sua applicazione principale risiede nella trasmissione di messaggi ai cellulari attraverso ultrasuoni, in particolare a partire da manifesti. Il tutto senza bisogno di installare un'app o aprire una pagina web.

Swisscom ha presentato la tecnologia lo scorso 27 maggio, in collaborazione con fornitori di applicazioni mobili (app). La prima campagna realizzata con Beem ha preso il via il 3 giugno: le FFS, infatti, hanno puntato su questa nuova tecnologia.

Il mercato pubblicitario tradizionale con contenuti statici è in parte sotto pressione: i committenti pubblicitari puntano sempre di più su formati on line interattivi, spesso rivolgendosi ai giganti internazionali del web.

«In questo contesto, l'integrazione di Beem in una campagna è un vero valore aggiunto», aveva spiegato Alessandro Rausa, responsabile di Beem presso Swisscom. Per il momento, il servizio è attivo su manifesti APG SGA e spot nelle sale cinematografiche.

Questi supporti a cui è stata aggiunta Beem emettono un segnale audio ad alta frequenza non udibile: i segnali vengono ricevuti dalla piattaforma Beem integrata in tante app a grande diffusione, per cui non serve scaricare un'apposita applicazione.

Se un utente ha una di queste app aperta nello smartphone, alla ricezione del segnale compare sullo schermo un avviso. Toccandolo si apre la piattaforma Beem, in cui vengono presentate offerte collegate al manifesto visto. In alternativa alle app di terzi c'è anche un'app Beem dedicata, scaricabile dagli app store Apple e Google Play.

La campagna di Swisscom interviene in un momento in cui su Beem non mancano le critiche. La tecnologia con ultrasuoni suscita diffidenza perché è utilizzata da tempo, ben prima dell'apparizione di Beem, e non sempre in modo trasparente dagli attori pubblicitari.

Due anni or sono vari studi hanno rivelato l'esistenza di centinaia di app che permettono di osservare il comportamento dei proprietari di smartphone, computer e televisori in modo assolutamente discreto proprio grazie alle frequenze non udibili.

Swisscom ha assicurato che non seguirà segretamente i proprietari dei cellulari, ma il danno di reputazione della tecnologia è difficile da cancellare.

Anche senza gli ultrasuoni, commercianti e pubblicitari possono comunque contare su una vasta panoplia tecnologica per far presa sul pubblico. Le antenne di cui sono muniti gli smartphone per trasmettere informazioni attraverso le tecnologie senza filo bluetooth e WiFi sono altrettanto efficaci.

La visione di Beem è quella di integrare il mondo analogico e quello digitale: in campo pubblicitario, ma non solo. Infatti Beem è utilizzabile in tutte le situazioni in cui gli utenti interagiscono con lo smartphone per accedere a un livello informativo supplementare, ad esempio in occasione di eventi, nei musei o per orientarsi in un luogo.

Commenti
 
pontsort 1 sett fa su tio
Proprio difficile l'italiano.....
miba 1 sett fa su tio
Loro giocano con la piattaforma Beem mentre i clienti si aspettano una fine al ladrocinio del roaming....
albertolupo 1 sett fa su tio
mhhh… dovremo portarci appresso una martora, che quando si agita, ci indicherà che siamo sotto attacco pubblicitario con ultrasuoni sul telefonino?
albertolupo 1 sett fa su tio
@albertolupo la MartorApp!
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