Rega: il Presidente si taglia lo stipendio

Ulrich Graf ha deciso di ridurre la sua retribuzione da 90'000 a 15'000 franchi all'anno
BERNA - Drastico taglio dell'onorario per il presidente del consiglio di fondazione della Rega, organizzazione da settimane al centro di critiche e di attacchi: Ulrich Graf ha deciso di ridurre la sua retribuzione da 90'000 a 15'000 franchi all'anno, con effetto immediato. Il direttore operativo Ernst Kohler, che incassa mezzo milione all'anno, non ha invece intenzione di fare alcun passo indietro: "mi sta bene questo stipendio, lo trovo giustificato", ha spiegato a un domenicale.
"Capisco che le discussioni sui salari interessino il pubblico (...), ma invito a guardare la cosa in modo differenziato: se vogliamo buoni medici e piloti dobbiamo anche versare paghe concorrenziali", spiega Kohler in una intervista pubblicata da "Schweiz am Sonntag". La Guardia svizzera di soccorso si muove in un mercato, lo stesso in cui operano anche per esempio gli ospedali o Swiss.
Ma alla gente - puntualizza l'intervistatore - non danno fastidio le retribuzioni di medici ed equipaggi, bensì quella del CEO: perché costui deve guadagnare di più? "Io ho la responsabilità operativa per tutto quanto avviene nella nostra organizzazione", anche riguardo alle autorità aviatorie svizzere e internazionali, risponde Kohler.
Non è curioso che il numero uno della Rega incassi più di un consigliere federale? Le due cose non sono comparabili, osserva il manager: la fondazione si muove sul mercato e il lavoro ben fatto va retribuito adeguatamente a tutti i livelli. Kohler aggiunge di sperare che questa posizione sia capita anche dai donatori: finora il loro numero è aumentato e non vi sono segnali di un cambiamento.
Per calmare le acque la Rega è però intanto intervenuta pesantemente con le forbici sulla busta paga del presidente del consiglio di fondazione. "La remunerazione era stata fissata prima della mia entrata in funzione: constato che il tema ha provocato discussioni nell'opinione pubblica", spiega il Graf in un comunicato diffuso dalla stessa Guardia aerea di soccorso. "Spero che ora la Rega possa tornare a concentrarsi sulla sua attività, vale a dire fornire aiuto medico di alta qualità dal cielo, e questo anche nelle valli più discoste".
L'attuale regolamento sui compensi era stato adattato nel 2004 perché considerato antiquato. Allora il presidente era Albert Keller: Ulrich Graf e pure Ernst Kohler sedevano nel consiglio di fondazione.
A metà settimana la Rega aveva rivelato che il CEO, il responsabile delle finanze e il medico primario hanno diritto a salari annui varianti da 250'000 a 440'000 franchi, cui possono aggiungersi gratifiche pari al 13,6% dello stipendio. La remunerazione più elevata lievita così a mezzo milione di franchi.
Sul tema è intervenuto oggi anche Franz Steinegger, ex presidente del PLR svizzero e a sua volta membro del consiglio di fondazione. A suo avviso la paga del numero uno operativo della Rega non è comparabile ad esempio con quella della persona alla testa della Croce Rossa, che incassa la metà. Questo perché deve confrontarsi con quelle dei settori in cui opera: e all'interno della stessa Rega - dove lavorano piloti e medici - occorre avere una struttura salariale adeguata, osserva l'ex consigliere nazionale urano in un'intervista pubblicata dalla "NZZ am Sonntag". Steinegger non ha però voluto commentare la retribuzione di 90'000 franchi del presidente, limitandosi a dire che personalmente riceve 8000 franchi.
Per quanto riguarda la rinuncia al marchio ZEWO, l'organizzazione che certifica gli operatori di pubblica utilità in Svizzera, Steinegger ha detto che l'associazione ha inasprito le linee direttive, focalizzando l'attenzione sulle fondazioni con attività caritative: in questo ambito la Rega, con i suoi i salari, non si inseriva più bene. "Ci siamo lasciati da amici", precisa il politico in passato conosciuto come "Katastrophen-Franz". Da parte sua il CEO Kohler sostiene che, volendo, una soluzione con la ZEWO si sarebbe trovata. "Ma abbiamo ritenuto che non sarebbe stato onesto". La Rega non è più un associazione caritativa, è diventata un'organizzazione di diritto pubblico.
Se è tale, non è giusto che paghi le imposte? Cioè che i versamenti dei donatori siano sottoposti all'IVA? No, rispondono all'unisono Kohler e Steinegger. Il primo ricorda che la Rega agisce per il bene comune e reinveste eventuali utili, espletando inoltre un compito che è per sua natura statale. Mentre il secondo - che fra l'altro è anche presidente della Suva, un cliente della Rega - annuncia battaglia. "Stiamo combattendo a livello politico e giuridico. Sono pendenti degli atti parlamentari. Stiamo pensando anche a un'iniziativa popolare. Così il popolo potrà decidere se il fisco avrà il diritto di arricchirsi con i contributi dei sostenitori".




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