I corrieri lasciavano i pacchi, lui li rubava

Il malvivente, dipendente dalla cocaina, avrebbe sottratto oggetti per un valore di oltre 50mila franchi. Diciotto gli episodi di furto contestati
WINTERTHUR - Rubava i pacchi lasciati dai corrieri agli ingressi delle abitazioni. Poi non accontentandosi del ricavato poco redditizio che gli proveniva dalla vendita della merce che trovava all'interno (dagli abiti per bambini ai profumatori di ambiente) è passato ai robot aspirapolvere e lavapavimenti, questi ultimi con un valore che può superare anche i 1'000 franchi.
Tra pacchi sottratti davanti al domicilio di chi li aveva ordinati ed elettrodomestici di nuova generazione, un trentenne di Winterthur era riuscito comunque a sottrarre oggetti per un valore di circa 50mila franchi. Ne parla in un articolo il Tages-Anzeiger.
Diciotto gli episodi contestati, che gli sono costati una condanna a 56 mesi di reclusione senza la condizionale. Alle spalle aveva già sette condanne per vari tipi di reato. L'ultima "impresa" di cui si era reso protagonista l'aveva visto protagonista di una sottrazione di biancheria da letto da un hotel.
Nel settembre 2025 l’uomo avrebbe dovuto comparire davanti al Tribunale distrettuale di Winterthur per questi furti, ma non si è presentato. È stato arrestato un mese dopo, dopo aver sottratto una tessera di accesso e rubato biancheria da letto all’Hotel Plaza.
Il bisogno di cocaina l'aveva portato addirittura a vendere a un ricettatore una bici del valore di quasi 10mila franchi per 350. Ma rubava qualsiasi cosa gli venisse a tiro: persino attrezzi di lavoro prelevati dai container dei cantieri.
La procuratrice ha definito l’imputato «irriducibile», sottolineando le numerose recidive anche subito dopo precedenti detenzioni. «La noncuranza con cui parla delle sue azioni rivela un atteggiamento preoccupante», ha affermato, chiedendo una pena complessiva di 61 mesi, comprensiva di una precedente condanna sospesa.
In aula, l’uomo ha espresso pentimento: «Ho fatto una cavolata», ha detto, aggiungendo di voler cambiare vita. Ha dichiarato di essere cambiato e di volere essere un esempio per i suoi due figli. Ha descritto un passato difficile, segnato da dipendenze familiari e abusi, e una vita vissuta tra precarietà e droga.
Il suo difensore ha chiesto una pena più contenuta, pari a 27 mesi, sottolineando la confessione completa e la volontà di cambiamento. Il tribunale non è stato dello stesso avviso.
Oltre alla condanna, l’uomo dovrà risarcire i danni, anche se non è certo come potrà farlo, visto che ha dichiarato di avere debiti per 250 mila franchi.



