Undici ore sotto torchio, il sindaco: «Non sapevo dei problemi alla sicurezza»

Nicolas Feraud, interrogato ieri per la prima volta dalla procura vallesana, non ha convinto i legali delle vittime del discobar "Le Constellation".
Nicolas Feraud, interrogato ieri per la prima volta dalla procura vallesana, non ha convinto i legali delle vittime del discobar "Le Constellation".
SION - Finalmente è stato sentito. Questo in estrema sintesi il sentimento delle famiglie delle vittime e dell'opinione pubblica, riportata sulla stampa svizzera e internazionale il giorno successivo all’interrogatorio a Sion del sindaco di Crans Montana, Nicolas Feraud, a cui è stato nella circostanza sequestrato il telefono cellulare.
«Non sapevo» - «Non sapevo che ci fossero dei problemi nei controlli di sicurezza dei locali a causa della carenza di personale - ha detto ai magistrati Nicolas Feraud, ripreso dal quotidiano italiano Il Giorno -. Nessuno me l’aveva detto prima della tragedia», per poi aggiungere di essere «sempre stato orgoglioso del nostro servizio di sicurezza (...), citato come esempio nel Cantone».
In sostanza, il sindaco ha riferito di aver appreso delle criticità alla sicurezza solo dopo la tragedia costata la vita a 41 giovani innocenti, affermazione discordante da quella rilasciata dai suoi funzionari, che avevano parlato di sovraccarico di lavoro e assenza di ispezioni antincendio.
«Lunga udienza: è molto stanco» - «È stata una prova piuttosto difficile per lui, con quest'udienza durata quasi undici ore. È molto stanco», così dopo l'interrogatorio l'avvocato di Feraud, Christian Delaloy, riferendosi al suo cliente, che a Le Nouvelliste ha dichiarato: «È riuscito a spiegare la sua versione dei fatti e a correggere alcune informazioni false apparse di recente».
E ancora, «ogni volta che i responsabili della sicurezza hanno chiesto personale supplementare, il Consiglio comunale ha concesso i posti di lavoro, fino al 2022. Da quell'anno in poi, nessuna richiesta in tal senso è più stata formulata. L'indagine chiarirà se il personale fosse in organico sufficiente o meno», ha affermato Delaloye.
Ora ci si aspetta che il sindaco di Crans Montana verrà sentito ancora, come sottolinea un legale delle vittime («ho ancora almeno 300 domande da fargli»), mentre uno degli avvocati italiani, Antonio Bana, ha dichiarato che «il sindaco ha risposto a tutte le domande, mostrandosi più o meno loquace, ma nel complesso si può dire che si è mostrato cooperativo».
Non ha convinto tutti - Nicolas Féraud non ha tuttavia convinto la maggioranza dei legali delle parti civili presenti: «In risposta ad alcune domande, ha più volte cercato di eludere la questione», ha osservato l'avvocato Robert Assael.
«Questa audizione si è rivelata un cammino molto molto lungo», ha stimato, da parte sua, Gilles-Antoine Hofstetter. «Il cammino verso la verità è ancora lontano, questa è la mia sensazione. Féraud ha dato prova di sincerità, ma a tratti ha anche dato l'impressione di tergiversare».
«Personalmente, sono grato al signor Féraud per aver risposto alle domande», ha ammesso l'avvocato Romain Jordan. «Abbiamo così potuto fare progressi su alcuni punti. Rimane tuttavia la stessa constatazione espressa all'inizio dell'udienza. Sono stati commessi tanti errori, negligenze e mancanze di rigore. Si è instaurata una cultura dell'approssimazione, una cultura del 'non è grave se non si controlla questa o quella cosa' e, alla fine, si arriva a una tragedia».
«Sono stati necessari tre mesi e dieci giorni affinché il sindaco fosse sentito in qualità di imputato, mentre aveva riconosciuto già il 6 gennaio gravi mancanze», aveva ricordato ieri mattina, prima dell'interrogatorio, l'avvocato vallesano Sébastien Fanti, intervistato da Keystone-ATS.
Cinque giorni dopo il dramma, il comune di Crans-Montana, tramite il suo sindaco, aveva ammesso durante una conferenza stampa che il bar "Le Constellation" non era stato controllato dal 2019. In un'intervista concessa a Keystone-ATS alla fine di gennaio, Nicolas Féraud aveva ammesso per la prima volta le proprie responsabilità. «Mi assumerò ciò che dovrò assumermi, se dovessi essere incriminato», aveva dichiarato.
Il sindaco di Crans-Montana deve rispondere di omicidio colposo, lesione corporale colposa e incendio colposo. Féraud è stato inoltre denunciato il 26 gennaio scorso dalla famiglia di una vittima.




