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BASILEA CAMPAGNAL'epilazione con l'apparecchio cinese diventa un incubo: condanna confermata

25.02.23 - 21:30
Una cliente aveva riportato ustioni su braccia, gambe e glutei a causa dell'utilizzo di un dispositivo non omologato in Europa
Depositphotos (AllaSerebrina)
Fonte 20Min - vt/ywe
L'epilazione con l'apparecchio cinese diventa un incubo: condanna confermata
Una cliente aveva riportato ustioni su braccia, gambe e glutei a causa dell'utilizzo di un dispositivo non omologato in Europa

MUTTENZ - Nel giugno del 2020 una procedura di epilazione laser compiuta in un salone del canton Basilea Campagna non era andata come previsto. «Non ho mai provato un dolore simile» ha dichiarato la cliente, che dopo la seduta ha riportato ustioni su braccia, gambe e glutei.

Alla professionista era stato imposto, quasi un anno fa, un decreto penale per lesioni personali semplici. La 40enne ha fatto opposizione e questa settimana i protagonisti della vicenda sono tornati in tribunale, a Muttenz (BL). In sua difesa, la parrucchiera ha detto di aver interrotto l'epilazione quando ha visto che la cliente stava soffrendo troppo e l'ha accusata di non aver rispettato le indicazioni di non esporsi al sole dopo la seduta. Inoltre si è fatta forza di un documento, siglato dalla cliente, nel quale veniva indicato il rischio potenziale insito in qualsiasi trattamento estetico.

Al centro del procedimento giudiziario c'era soprattutto il dispositivo usato per l'epilazione. Uno specialista incaricato dell'indagine ha scoperto che la strumentazione non era omologata in Europa, o almeno che poteva essere utilizzata solo da medici autorizzati. «È comune che questi dispositivi provengano dalla Cina» si è difesa la parrucchiera, che afferma che lei stessa è una vittima: «Sono stata ingannata dal produttore».

La Corte, dopo aver esaminato la questione, ha stabilito che era responsabilità della professionista controllare l'origine e la legalità dei dispositivi da lei utilizzati. La condanna per lesioni personali semplici è stata quindi confermata e le è stata inflitta una multa di 4'400 franchi, pena sospesa. La parrucchiera dovrà inoltre pagare alla cliente 2'000 franchi di danni e 2'000 franchi di spese legali.

Tuttavia il giudice non le ha imposto il divieto di esercitare la professione. Però, per poter riprendere i trattamenti laser con il dispositivo incriminato, dovrà ottenere un certificato di competenza.

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