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ZURIGOColpo di scena: «Brian deve restare in carcere»

03.11.22 - 17:29
La Procura di Zurigo presenta una mozione di detenzione preventiva. «Siamo scioccati», commentano i legali di Brian.
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Colpo di scena: «Brian deve restare in carcere»
La Procura di Zurigo presenta una mozione di detenzione preventiva. «Siamo scioccati», commentano i legali di Brian.

ZURIGO - Solo due giorni fa, il Tribunale cantonale di Zurigo aveva annunciato la prossima liberazione di Brian, conosciuto anche come Carlos, il detenuto più famoso della Svizzera. Il motivo? Il periodo di carcerazione preventiva acquisito fino a oggi è molto vicino al periodo di carcerazione previsto per i reati commessi: rischierebbe, insomma, d'essere più lungo della condanna.

Oggi, però, il Ministero pubblico di Zurigo ha chiesto al Tribunale per i provvedimenti coercitivi di ordinare la custodia cautelare nei confronti del detenuto. Una richiesta motivata da reati che si sarebbero verificati durante il periodo di detenzione. La Procura, quindi, non contesta il principio della proporzionalità (il periodo detentivo di sicurezza, come scritto, non può essere più lungo della pena detentiva prevista), ma motiva la richiesta sulla base d'incidenti avvenuti negli istituti di pena. In questo procedimento in corso, fa sapere il Ministero pubblico, Brian è accusato di 33 reati commessi in quasi quattro anni, da novembre 2018 a fine giugno 2022.  Fra questi, ci sarebbero tentate lesioni personali gravi, molteplici violenze e minacce contro autorità e funzionari, molteplici danni alla proprietà, minacce multiple e lesioni personali semplici.  Da qui, la convinzione della Procura di richiedere la custodia cautelare perché, a suo avviso, «c'è un rischio di ripetizione». La decisione di ordinare o meno la custodia cautelare spetta al Tribunale di prima istanza competente per le misure obbligatorie.

Gli avvocati di Brian in una conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio, si sono detti scioccati dalla decisione della Procura di Zurigo che non intende liberare il ragazzo.
«Brian si è comportato in modo esemplare in carcere negli ultimi dieci mesi, nonostante anni di torture. Il Ministero pubblico toglie ogni possibilità di una vita in libertà. Siamo scioccati da questa decisione che priva al nostro cliente di qualsiasi possibilità d'integrazione nella società», ha dichiarato Bernard Rambert, legale di Brian. «Riteniamo incomprensibili, inaccettabili e crudeli le motivazioni del Ministero» ha precisato il legale Philip Stolkin. «La giustizia vuole riprendere Brian in custodia cautelare per gli incidenti avvenuti in isolamento, ma in quel momento il ragazzo era in uno stato d’emergenza. Aveva reagito contro l’isolamento. Brian non ha agito, ha reagito» gli ha fatto eco Häusermann. Gli avvocati hanno ribadito più volte che il ragazzo si è sempre comportato in modo esemplare negli ultimi mesi e hanno riferito le parole di Brian: «Sono sicuro che un giorno la legge sarà dalla mia parte. Sarò io a vincere».

Il prigioniero più famoso della Svizzera ha trascorso tre anni in isolamento. Nel gennaio 2022, è stato trasferito dal penitenziario di Pöschwies al carcere di Zurigo. Lì, dopo un breve periodo, è stato inserito nel normale regime carcerario. L'uomo, oggi 27enne, ha alle spalle una lunga serie di condanne per reati violenti, in tutto più di trenta, di cui due da maggiorenne. La vicenda più grave risale al 2011, quando accoltellò ripetutamente alla schiena un giovane, che riportò gravi ferite.

A farlo diventare un caso "nazionale" è stato un reportage televisivo del 2013, in cui si riferiva delle misure di presa a carico decise nei suoi confronti dalla giustizia minorile. Il tutto a un costo di circa 29mila franchi al mese: una cifra a prima vista esorbitante, ma paragonabile ai costi di una presa a carico in una struttura chiusa.

COMMENTI
 

coluicheguarda 1 anno fa su tio
Una buona notizia per i contribuenti.

Minho 1 anno fa su tio
Accoltelló a ripetizione alla schiena un giovane. Credo che sia in parte anche follia! Sicuramente ha bisogno di aiuto, ma anche per essere reinserito nella società. Non lasciandolo marcire in carcere sicuramente. Speriamo bene.

Elisa_S 1 anno fa su tio
Risposta a Minho
A me e bastato leggere che era iperattivo e nessuno lo ha aiutato quando era bambino. A dieci anni e finito in cella per una notte e poi per un mese isolato dai genitori perché accusato (ingiustamente) di avere appio un fuoco. A 12 anni ancora in "prigione" per diversi mesi perché ha avuto una discussione con suo papà (come tutti gli adolescenti...poi se è iperattivo e ha subito shock di arresto a 10 anni). Ha fatto poi nell' adolescenza troppi errori fino al peggio del peggio l accoltellamento. Il problema ha avuto origine già quando era bambino. Nessuno ha fatto niente. Adesso da sarà molto difficilmente il recupero ma non impossibile. Chiaro però che di seconde chance adesso che è adulto non potrà più averne. Stando in carcere non migliorera. Magari la soluzione sta nel mezzo per iniziare.

coluicheguarda 1 anno fa su tio
Risposta a Elisa_S
È vero, è sicuramente colpa nostra. In Brasile avrebbe sicuramente avuto una vita e un futuro migliore. 😓🥲🥺 Noi Svizzeri siamo dei mostri.

Elisa_S 1 anno fa su tio
Risposta a coluicheguarda
E di nazionalità Svizzera. Quando aveva 10 anni e stato messo in un angolo nascosto sperando che i problemi, l iperattività non era conosciuta 15 anni fa, senza cure adeguate. Immagina solo per il n momento per un bambino di 9 _10 anni cosa vuole dire essere sempre incolpato perché agitato e essere infine portato via in prigione una notte e poi un mese isolato in istituto, per qualcosa che si rileverà non hai fatto. E uscire non essere aiutato in fase di passaggio nell' adolescenza. Detto tutto. In seguito la trasformazione in deliquente e avvenuta. Questa è la prova che i bambini vanno aiutati, seguiti con cura e mai e poi mai ignorati quando si presentano dei problemi. Questo vale per i genitori e anche per le Autorità qualora i genitori chiedono supporto

Elisa_S 1 anno fa su tio
Risposta a Elisa_S
..sperando che i problemi di risolvessero con il tempo...

Robi57 1 anno fa su tio
Questa si può tranquillamente definire tortura!

ReoZH 1 anno fa su tio
Vabbè..... Ragazzo ha bisogno di aiuto . Così lo uccidono.

Princi 1 anno fa su tio
sicuramente a qualcuno trema la coscienza, se lo fanno uscire !! lasciamolo dov'é e buttate via la chiave !!

Pensopositivo 1 anno fa su tio
Vergognoso ! Tutti hanno diritto a una seconda opportunità. Il procuratore che ha preso questa decisione è una persona spietata e insensibile. Sono sicuro che non é una persona serena , felice... E per l'ennesima volta The Human Rights Watch avrà qualcosa da obbiettare alla "giustizia" svizzera...c'é poco da essere orgogliosi neh...

Alex 1 anno fa su tio
Risposta a Pensopositivo
ne ha avute fin troppe di opportunità....fateli uscire e via dalla svizzera estradatelo nel suo paese d origine a scontare il resto della pena!qui dobbiamo ancora pagarlo noi!

Elisa_S 1 anno fa su tio
Risposta a Alex
Era un ragazzino abbandonato a se stesso e arrabbiato. Ha pagato per l aggressione che ha fatto. Adesso e adulto. Ha una sola carta da giocare. ma poco alla volta. Liberta dosata a poco a poco.

marco17 1 anno fa su tio
Risposta a Alex
Alex, nessuna simpatia per questo delinquente ma è svizzero e quindi non si vede dove e perché estradarlo. Lui sarà un poco di buono ma è sicuramente più intelligente di te.

Frontaliereoriginal 1 anno fa su tio
Risposta a Alex
Allex a differenza tua lui non è naturalizzato svizzero, è nato in svizzera da padre svizzero quindi svizzero dalla nascita
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