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VALLESE
22.06.2020 - 18:260

Uccise la compagna a martellate, condannato a 18 anni

L'imputato ha agito senza scrupoli per la Corte, che ha inasprito la pena richiesta dall'accusa.

BRIGA - Un 56enne che aveva ucciso la sua compagna 39enne a martellate nel marzo 2018 davanti agli occhi della figlia è stato condannato oggi dal tribunale distrettuale di Briga (VS) a 18 anni di reclusione. L'uomo, ex esponente locale del PPD, è stato riconosciuto colpevole di assassinio e tentato assassinio.

La Corte ha seguito il pubblico ministero incaricato del caso, per il quale l'imputato ha agito senza scrupoli, volendo a tutti i costi evitare di perdere la faccia davanti alla sua ragazza. Nel pronunciare la pena si è addirittura spinta oltre i 16 anni richiesti dall'accusa.

Il condannato aveva ucciso la compagna, madre dei suoi due figli, colpendola 15 volte con un mazzotto mentre era seduta sul divano. Per sua stessa ammissione, la donna non aveva avuto alcuno scampo, ha ricordato il giudice.

Cresciuto in una famiglia della classe media a Briga, era rimasto senza lavoro e indebitato nel settembre 2017. Dopo aver perso il lavoro si era rifiutato di andare all'assistenza sociale per «non perdere la faccia del cittadino di successo e il suo abituale alto tenore di vita», secondo quanto indica l'atto di accusa.

Quando il 2 marzo 2018, dopo un ultimatum scaduto, l'ufficio esecuzioni e fallimenti ha voluto intervenire per recuperare le chiavi della sua casa per venderla all'asta, il suo castello di bugie è improvvisamente crollato. Dopo aver accompagnato la figlia maggiore dalla madrina, è scoppiata una lite fra lui e la compagna al termine della quale l'ha uccisa.

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