Keystone
BERNA
17.12.2017 - 08:210
Aggiornamento : 16:28

Yannick Buttet rischia la prigione

Sospettato di coazione, l’ufficio del procuratore vallesano ha avviato un procedimento contro il consigliere nazionale PPD

BERNA - Il consigliere nazionale Yannick Buttet (PPD/VS) è al centro di un procedimento penale per coazione in seguito alla denuncia per "reati contro l'onore e la libertà" inoltrata dalla sua ex amante. La giustizia vallesana ha confermato all'ats le informazioni della stampa domenicale.

Nuova tappa nel caso Buttet: il ministero pubblico vallesano ha aperto un'inchiesta penale per coazione, ha indicato il procuratore generale aggiunto del Vallese Jean-Pierre Greter. Secondo il Codice penale questo reato è passibile di una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria.

Il procedimento fa seguito al fermo nella notte tra il 18 e il 19 novembre davanti al domicilio della sua ex amante: il quarantenne avrebbe suonato una ventina di volte il campanello all'entrata dell'immobile di Sierre in cui la donna vive con i suoi due bambini.

Questa avrebbe avuto una relazione extraconiugale con il consigliere nazionale per un anno e mezzo. Da un anno, dalla fine della loro storia, Buttet l'avrebbe perseguitata con sms, e-mail e telefonate, talora fino a 50 volte al giorno.

La rivelazione della vicenda ha spinto diverse deputate federali e giornaliste a rivelare di essere state molestate da Buttet. Ancora ieri nei media alcune di loro hanno raccontato anonimamente i fatti, fornendo dettagli scabrosi sul comportamento del consigliere nazionale, in particolare in occasione di serate in cui il politico vallesano era apparentemente sotto l'effetto dell'alcol.

Buttet è consapevole da anni del suo problema con l'alcol e ha ormai deciso di farsi curare, ha indicato il suo avvocato Andreas Meili, citato dall'edizione di ieri del "Nouvelliste". Parallelamente si è dimesso da varie funzioni, tra cui quelle di vicepresidente del PPD svizzero e della Società svizzera degli ufficiali (SSU).

Buttet è stato inoltre sospeso dalle sue funzioni quale tenente-colonnello. Non potrà quindi comandare il suo battaglione nei prossimi corsi di ripetizione. Egli dovrà anche consegnare l'arma di servizio all'arsenale. Si tratta di una prassi che riguarda tutti i soldati quando sono oggetto di denuncia.

Il quarantenne si è pure ritirato temporaneamente dai suoi mandati di consigliere nazionale e di sindaco del comune di Collombey-Muraz. In seguito alle nuove rivelazioni di ieri nei media il suo partito ha reiterato la volontà di incontrarlo al più presto, non appena il suo stato di salute lo permetterà.


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