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Kühne+Nagel, oltre 2mila posti di lavoro a rischio

Il gigante mondiale dei trasporti intende ridurre l'organico più di quanto inizialmente previsto.
Foto Deposit
Fonte ats
Kühne+Nagel, oltre 2mila posti di lavoro a rischio
Il gigante mondiale dei trasporti intende ridurre l'organico più di quanto inizialmente previsto.

SCHINDELLEGI - Kühne+Nagel intende ridurre l'organico in modo più incisivo di quanto inizialmente previsto: i tagli riguarderanno oltre 2000 posti di lavoro a livello globale, ha annunciato oggi il colosso della logistica durante la presentazione dei conti annuali 2025. L'obiettivo iniziale del gruppo con sede a Schindellegi (SZ), era di eliminare tra le 1000 e le 1500 posizioni a tempo pieno. A fine anno, l'azienda contava ancora circa 80'000 dipendenti, calcolati in equivalenti a tempo pieno. La decisione di intensificare i tagli viene motivata con la necessità di aumentare i risparmi: il nuovo piano di efficienza dovrebbe generare economie per 150 milioni di franchi, superando i 110 milioni inizialmente previsti. L'obiettivo complessivo di riduzione dei costi rimane comunque fissato a 200 milioni di franchi, ha indicato l'impresa. Gli effetti positivi delle misure sono attesi nel corso dell'anno. I costi straordinari legati all'avvio del piano di risparmio sono da parte loro già stati contabilizzati nell'ultimo trimestre del 2025: la società ha precisato di non prevedere ulteriori oneri una tantum legati alla ristrutturazione.

La reazione della borsa alle novità odierne è stata positiva: in apertura l'azione Kühne+Nagel - che fa parte dell'SMI, l'indice dei 20 principali valori del mercato elvetico - ha guadagnato sino al 5%, per poi attestarsi su un incremento del 2%. Questo nel quadro di un mercato peraltro cupo (SMI quasi -2%), affossato dai timori generati dal conflitto in Medio Oriente. Dall'inizio dell'anno il titolo Kühne+Nagel è salito dell'8%.
Va detto che l'azione aveva già guadagnato ieri l'1,5%, muovendosi in contro tendenza. «Per quanto possa sembrare paradossale, più il trasporto merci in tutto il mondo diventa complicato, meglio è per Kühne+Nagel», spiega un operatore di borsa. Se ad esempio la zona di conflitto deve essere ampiamente aggirata via mare o via aerea, i viaggi e i voli si allungano, il che tende a generare fatturati più elevati e margini migliori. D'altra parte la guerra potrebbe avere un impatto negativo indiretto sulle aziende, ad esempio a causa del calo della domanda dei consumatori negli Stati Uniti e in Europa dovuto all'aumento dei prezzi dell'energia e al rallentamento generale dell'economia.

La situazione è quindi tutta in divenire e la dirigenza è chiamata a muoversi in un contesto difficile. In quest'ambito va nel frattempo registrata anche una diminuzione della remunerazione per il CEO dell'azienda, Stefan Paul, che nel 2025 ha ricevuto 3,2 milioni di franchi, contro i 3,8 milioni dell'anno prima. All'intera direzione sono andati 13 milioni, a fronte dei 15 milioni del 2025. Gruppo con origini tedesche, Kühne+Nagel è un gigante mondiale dei trasporti, nei settori navale, aereo e stradale. È stato fondato nel 1890 a Brema e la sua sede è stata spostata in Svizzera nel 1976: l'azienda ha seguito Klaus-Michael Kühne, l'imprenditore oggi 88enne che è azionista di maggioranza e che - in base al Bloomberg Billionaires Index - è l'uomo più ricco della Germania (e 44esimo al mondo), con un patrimonio valutato a 45 miliardi di dollari (35 miliardi di franchi). La sua società - Kühne rimane l'azionista di maggioranza - ha 85'000 dipendenti distribuiti in 1300 località di quasi 100 paesi, che servono 400'000 clienti.

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