Il sistema di comunicazione dell'esercito è in ritardo

Entro metà marzo saranno effettuati test approfonditi e la pianificazione sarà rivista entro la fine del primo trimestre del 2026
BERNA - Ancora ritardi e possibili costi aggiuntivi in un progetto dell'esercito svizzero. A essere al centro delle critiche questa volta è l'ammodernamento del sistema di comunicazione. In un rapporto pubblicato oggi, il Controllo federale delle finanze (CDF) punta il dito contro le aziende partner: Ruag MRO e l'israeliana Elbit.
L'obiettivo delle forze armate è sostituire entro il 2035 le sue apparecchiature di telecomunicazione, per un importo totale che si aggira sui 1,92 miliardi di franchi. Il progetto si divide in due parti: sostituzione della rete integrata di telecomunicazioni militari (RITM) e modifica del sistema di comunicazione mobile.
Il rinnovo della RITM è stato assegnato a Ruag MRO nel giugno 2021. Lo scorso dicembre, il CDF ha rilevato ritardi nella firma del contratto e lacune in materia di garanzia di accesso al know-how e alle risorse umane, ciò che potrebbe impedire una buona collaborazione a lungo termine.
Lungaggini, a causa di problemi di consegna, sono state evidenziate anche nella sostituzione del sistema di comunicazione mobile, attribuita alla israeliana Elbit. Questa situazione comporta una nuova pianificazione e potenziali costi aggiuntivi, se si mantengono le quantità inizialmente previste, avverte il CDF.
Entro metà marzo saranno effettuati test approfonditi e la pianificazione sarà rivista entro la fine del primo trimestre dell'anno, ha risposto il comando Ciber del Dipartimento federale della difesa (DDPS), aggiungendo che per ora non è possibile pronunciarsi sul calendario e sui costi complessivi.



