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VALLESE

Creava immagini hot di una studentessa minorenne: condannato l'ex collaboratore scolastico

La vittima aveva 14 anni quando l'uomo ha scaricato le foto della giovane, elaborandole poi l'Intelligenza artificiale.
20min/Fabienne Gnos
Fonte 20 Minuten
Creava immagini hot di una studentessa minorenne: condannato l'ex collaboratore scolastico
La vittima aveva 14 anni quando l'uomo ha scaricato le foto della giovane, elaborandole poi l'Intelligenza artificiale.

BRIGA - Un ex collaboratore del collegio Kollegium Spiritus Sanctus di Briga (VS) ha creato immagini pornografiche generate con l’intelligenza artificiale ai danni di una studentessa minorenne. L’uomo, sulla trentina, ricopriva un ruolo che includeva anche la responsabilità della sicurezza e dell'accompagnamento pedagogico degli allievi.

Per i deepfake realizzati con una app di IA sul proprio smartphone, il dipendente è stato processato e condannato. Secondo la sentenza emessa giovedì scorso, e consultata dal Walliser Bote, nei suoi confronti è stato disposto il divieto a vita di lavorare con minori.

Prime foto scaricate quando la vittima aveva 14 anni
Stando agli atti, l’uomo manteneva contatti con gli studenti anche tramite Instagram e Snapchat. Già nel settembre 2023 aveva scaricato fotografie in costume da bagno della ragazza, allora 14enne, dal suo profilo pubblico. Nel febbraio 2024, utilizzando un'applicazione specializzata, ha trasformato quelle immagini in contenuti espliciti, conservandoli in una sezione protetta del telefono.

Poco dopo il sedicesimo compleanno della giovane, l’uomo le ha inviato messaggi a sfondo sessuale. La studentessa ha poi mostrato la chat a un esperto di diritti dell’infanzia, che ha informato la direzione dell’istituto. L’internato ha quindi presentato denuncia alla Procura dell’Alto Vallese.

Presentato ricorso
Oltre al divieto a vita di lavorare con minori, l’ex collaboratore è stato condannato a una pena pecuniaria di 32 aliquote giornaliere da 60 franchi ciascuna, per un totale di 1920 franchi. La sentenza non è definitiva: l’uomo ha presentato ricorso e il caso sarà riesaminato dal tribunale cantonale.

La direttrice dell’internato, Andrea Amherd, ha dichiarato di non poter fornire dettagli per ragioni legate alla privacy, aggiungendo che la fondazione ha adottato immediatamente le misure necessarie.

Giovani inquieti
Il caso ha suscitato forte inquietudine tra i giovani della regione. A Briga, diverse studentesse si dicono preoccupate per i rischi legati ai deepfake. «Con queste tecnologie si può rovinare la vita di una ragazza», afferma Kerstin, 20 anni, interpellata da 20 Minuten. «Sui social bisogna stare attente: una volta che qualcosa è online, lo è per sempre», aggiunge l’amica Céline.

Anche adolescenti di 14 e 15 anni di Raron si dicono scioccate e dichiarano di voler cambiare comportamento: «Non pubblicheremmo più foto in bikini, perché potrebbero essere usate in modo improprio». Dello stesso tenore le reazioni di altre coetanee, che definiscono «inquietante» la rapidità con cui si sviluppa l’intelligenza artificiale.

Chiesta maggiore trasparenza
Tra gli studenti dell’istituto, tuttavia, c’è anche chi lamenta una mancanza di comunicazione interna. Alcuni dichiarano di non essere stati informati dell’accaduto e chiedono maggiore trasparenza da parte della scuola.

Il tema dei deepfake è già oggetto di discussione nelle scuole svizzere. «Gli studenti devono capire che creare immagini di questo tipo può costituire un reato», spiega Dagmar Rösler, presidente centrale dell’associazione mantello degli insegnanti svizzeri (LCH). Secondo Rösler, il rischio è elevato perché la tecnologia è facilmente accessibile e diffusa ben oltre l’ambiente scolastico.

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