Vacanza prenotata, ma il cancro lo mette in ginocchio: per Swiss non ha diritto al rimborso

«È una vergogna», commenta il 56enne svizzero. Swiss, dal canto suo, chiarisce che offre varie tipologie di biglietto, che in caso di cancellazione prevedono tassi di risarcimento differenti.
ZURIGO - Il 56enne rossocrociato Benjamin* aveva prenotato una vacanza in Egitto per questo febbraio, quando una pesante diagnosi ha mandato a monte tutti i piani. A seguire, però, è arrivato un nuovo boccone amaro da mandare giù: nonostante i molteplici certificati medici forniti, Swiss non voleva rimborsargli il volo.
L'uomo, ricostruisce il Blick, aveva prenotato il viaggio nell'agosto del 2025 e la partenza era previsto proprio in questo mese. Poche settimane dopo la riservazione, però, ha iniziato ad accusa strani sintomi, e il responso della TAC è stato lapidario: tumore al colon.
Benjamin inizia quindi la chemioterapia, ma non pensa ancora ad annullare la vacanza. «Ho sopportato sorprendentemente bene la terapia», spiega. «Così bene che pensavo di poter partire per le vacanze a febbraio».
Il crollo - A ottobre, però, la situazione precipita. Il cancro perfora l'intestino e Benjamin viene operato d'urgenza, con probabilità di sopravvivenza decisamente ridotte. Dopo l'intervento, rimane in coma per 22 giorni e solo a fine novembre ripensa al viaggio programmato in Egitto.
Chiama quindi l'hotel e cancella senza problemi la prenotazione, quindi contatta Swiss, spiegando la situazione e inviando referti medici e foto, certo di ottenere un risarcimento completo. Anche perché la cifra spesa non è trascurabile: tre biglietti andata e ritorno gli sono costati 1'345 franchi.
«Avevano tre mesi per rivendere quei biglietti» - La risposta, arrivata dopo qualche giorno, lo prende però in contropiede: «Swiss non offre rimborsi completi per motivi medici. Vengono rimborsate solo le tasse per i biglietti non utilizzati».
Benjamin resta sconvolto: «È una vergogna. Pensavo che in caso di una malattia così grave Swiss avrebbe mostrato un po’ di comprensione. Swiss avrebbe avuto tre mesi di tempo per rivendere i biglietti a qualcuno che li avrebbe effettivamente utilizzati!».
A complicare il tutto è il fatto che Benjamin non ha più un'assicurazione di viaggio. Quando aveva effettuato la riservazione, in realtà, l'aveva, ma è scaduta proprio mentre si trovava in coma.
«Le motivazioni individuali non influiscono sul rimborso» - Interpellata dal Blick, Swiss spiega che nel caso del 56enne tutto si è svolto correttamente: «Le motivazioni individuali per una cancellazione da parte dei nostri clienti non influiscono sulla rimborsabilità di un biglietto». Swiss precisa che al momento della prenotazione i clienti hanno la possibilità di scegliere tra diversi tipi di biglietto, i quali, in caso di cancellazione, prevedono rimborsi di entità diverse.
«Mostriamo le possibilità di rimborso in modo chiaro e trasparente fin dall’inizio», sottolinea Swiss.
Un'eccezione forzata - Dopo essere stata interpellata dal quotidiano zurighese, la compagnia ha però deciso di cambiare rotta, decidendo eccezionalmente di concedere a Benjamin un rimborso completo. «La sua disgrazia ci colpisce profondamente e vogliamo venirgli incontro in questo momento difficile», precisa Swiss.
Intanto Benjamin sta meglio, ma la sua situazione sanitaria resta fragile e lo aspetta un nuovo intervento chirurgico. Gli resta però la speranza di potersi godere, un domani, una bella vacanza egiziana.
* nome modificato per assicurare l'anonimato



