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Un'alternativa all'aumento dell'IVA ci sarebbe. Ma è rimasta nel cassetto

L'idea di un gruppo di esperti incaricato dal Consiglio federale: tassare le plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili. L'idea piaceva, ma è stata accantonata.
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Un'alternativa all'aumento dell'IVA ci sarebbe. Ma è rimasta nel cassetto
L'idea di un gruppo di esperti incaricato dal Consiglio federale: tassare le plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili. L'idea piaceva, ma è stata accantonata.

BERNA - Per finanziare il riarmo dell’esercito e la 13ª rendita AVS, il Consiglio federale intende aumentare l’IVA di oltre un punto percentuale e alzare anche l’imposta sui prelievi di capitale del secondo e terzo pilastro. Ciò comporterebbe un aumento dei costi per beni di prima necessità come cibo e vestiti e una penalizzazione del risparmio previdenziale.

Secondo molti economisti, però, esisterebbe un’alternativa più intelligente: introdurre a livello federale un’imposta sui guadagni derivanti dalla vendita di immobili, come già avviene nei Cantoni e nei Comuni. Un gruppo di esperti incaricato dal Consiglio federale lo aveva raccomandato un anno fa, definendola «preferibile, dal punto di vista economico, rispetto all’aumento di altre imposte».

Gli esperti suggerivano addirittura di valutarla prima di ricorrere a un aumento dell’IVA o dell’imposta federale diretta. Secondo le stime, questa tassa potrebbe fruttare circa un miliardo di franchi all’anno, cinque volte più dell’aumento previsto sulle imposte dei pilastri previdenziali.

Rimasta nel cassetto - Tuttavia, la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter ha lasciato la proposta nel cassetto, concentrandosi invece sull’aumento dell’imposta sui prelievi di capitale. Anche nell’annuncio recente sull'aumento dell’IVA non è stata menzionata l’ipotesi di una tassa sulle plusvalenze immobiliari.

Economisti favorevoli - Molti economisti restano favorevoli. Isabel Martinez (KOF, ETH Zurigo) ritiene questa imposta più sensata, mentre Reto Föllmi (Università di San Gallo) sottolinea che l’IVA penalizza consumi e lavoro, frenando l’economia.

Come funzionerebbe - Il meccanismo sarebbe semplice: al momento della vendita di un immobile si tassa il guadagno netto, ossia la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita, dedotti gli investimenti che ne hanno aumentato il valore. A pagare sarebbero soprattutto i beneficiari di “guadagni casuali”, ossia incrementi di valore non dovuti a prestazioni personali ma a fattori esterni. Dal 2000 i prezzi delle abitazioni sono aumentati in media del 128%, generando spesso profitti di centinaia di migliaia di franchi. Secondo Martinez, tali guadagni derivano anche da investimenti pubblici e dallo sviluppo generale di una regione, ed è quindi giusto che una parte ritorni allo Stato.

Non tutti sono favorevoli - Alcuni economisti, come Marius Brülhart (Università di Losanna), sono più cauti: una tassa federale potrebbe sommarsi a quelle cantonali e scoraggiare la vendita degli immobili. Tuttavia, imposte riscosse su più livelli statali non sarebbero una novità.

La proposta... riproposta - Ora la proposta torna sul tavolo politico grazie a un’iniziativa del co-presidente del PS Cédric Wermuth, che chiede al Consiglio federale di elaborare un progetto. Le possibilità di successo restano però limitate: circa il 70% dei parlamentari possiede immobili e molti sono legati all’Associazione dei proprietari fondiari, che respinge l’idea definendo «assurdo» parlare di guadagni casuali, poiché i proprietari contribuiscono già tramite le imposte al finanziamento delle infrastrutture.

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