La telemedicina sotto esame: «Regole più chiare per tutelare i pazienti»

Diverse le criticità segnalate negli ultimi anni. Le domande contenute in un'interpellanza: «È un modello affidabile?»
Diverse le criticità segnalate negli ultimi anni. Le domande contenute in un'interpellanza: «È un modello affidabile?»
BERNA - La telemedicina è finita al centro del dibattito politico in Svizzera a causa di diverse criticità segnalate negli ultimi anni. Tempi di attesa eccessivi, consultazioni troppo brevi e problemi tecnici sono tra gli elementi evidenziati in un’interpellanza presentata dalla consigliera nazionale socialista Farah Rumy. La parlamentare chiede al Consiglio federale di interrogarsi sull’affidabilità di questo modello di cura, in particolare per quanto riguarda la qualità delle prestazioni mediche e la sicurezza dei pazienti.
Secondo Rumy, la crescita della telemedicina rende necessario un quadro normativo più vincolante. Tra le misure ipotizzate figurano l’introduzione di una durata minima delle consultazioni per garantire un’anamnesi e una diagnosi adeguate, l’istituzione di certificazioni specifiche per i fornitori al fine di assicurare standard omogenei e controlli di qualità regolari per individuare e correggere rapidamente eventuali carenze.
Queste preoccupazioni trovano riscontro anche in dati scientifici. Un articolo pubblicato nel maggio 2025 dalla Revue médicale suisse, basato su tre studi distinti, mostra infatti che solo il 45 per cento dei medici attivi in Svizzera si dichiara soddisfatto della telemedicina, a fronte di una media internazionale del 75 per cento.
Dal punto di vista legale, la Svizzera non dispone di una normativa specifica dedicata alla telemedicina. Tuttavia, come spiega Philippe Eggimann, vicepresidente della Federazione dei medici svizzeri (FMH), ciò non significa che il settore sia privo di regole. La telemedicina è considerata a tutti gli effetti una prestazione medica ambulatoriale, sebbene erogata a distanza. Gli obblighi professionali del medico restano invariati. Inoltre, come ogni prestazione rimborsata dall’assicurazione obbligatoria, deve rispettare i criteri di economicità previsti dalla LAMal.
In risposta alla forte espansione della telemedicina, accelerata dalla pandemia di Covid-19, la FMH ha aggiornato il proprio codice deontologico e redatto un promemoria operativo, con l’obiettivo di garantire una pratica conforme alle norme legali ed etiche.
L’Organizzazione svizzera dei pazienti si dice favorevole alle nuove tecnologie quando migliorano l’assistenza, ma contraria se impiegate unicamente per ridurre i costi a scapito della qualità. L’efficacia della telemedicina «dipende dal profilo dei pazienti: se per alcuni può facilitare la gestione di disturbi lievi, per altri — in particolare anziani o persone vulnerabili — rischia di rappresentare un ostacolo all’accesso alle cure. Come per i modelli di casse malati, anche la scelta del medico dovrebbe quindi adattarsi alle esigenze sanitarie individuali».




