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VALLESE

Caos nelle autopsie delle vittime di Crans-Montana: un funerale bloccato poche ore prima

La procura vallesana ha ordinato l'autopsia di un 17enne, due settimane dopo il disastroso incendio e a un passo dalla cerimonia funebre. Tra ritardi e poca chiarezza scoppia la polemica.
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Fonte Blick/Nzz/Ats
Caos nelle autopsie delle vittime di Crans-Montana: un funerale bloccato poche ore prima
La procura vallesana ha ordinato l'autopsia di un 17enne, due settimane dopo il disastroso incendio e a un passo dalla cerimonia funebre. Tra ritardi e poca chiarezza scoppia la polemica.

CRANS-MONTANA - È una situazione caotica quella che si è venuta a creare nell'ambito delle autopsie dei giovani che hanno perso la vita nell'incendio di Crans-Montana. Si apprende oggi che la Procura vallesana ha disposto negli scorsi giorni l’autopsia di Trystan Pidoux, 17enne di Pully (Vaud), poco prima del suo funerale e a distanza di quasi due settimane dalla catastrofe.

Il corpo del ragazzo era pronto per i funerali, che si sarebbero dovuti tenere mercoledì nella cappella di Saint-Roch a Losanna, tuttavia martedì sera i medici legali hanno prelevato la salma per effettuare l’autopsia.

La madre del ragazzo, Vinciane Stucky, ha raccontato la situazione che si è venuta a creare sulle pagine del Blick: «Avevamo organizzato tutto. I fiori, il parroco. Il modo in cui è successo è stato estremamente brutale». Trystan Pidoux è la prima vittima di cui si sa che è stata effettuata un’autopsia.

«Abbiamo insistito» - Secondo l'avvocato della famiglia, Jean-Luc Addor, citato da Keystone-ats, ci sono vari problemi in questa maniera di agire. «Abbiamo ottenuto un'autopsia perché abbiamo insistito, quando si dovrebbe trattare di un'operazione di routine», ha affermato. Inoltre «il corpo era già stato liberato in un primo momento. L'autopsia sarebbe dovuta avvenire prima».

Soffocato dal fumo - Le analisi hanno confermato che il giovane è morto per aver inalato fumo. L'autopsia ha insomma permesso di «escludere ogni altra ipotesi». «La mamma mi ha detto di essere sollevata», ha aggiunto l'avvocato, sottolineando che «in caso di morte violenta, l'autopsia dovrebbe essere automatica. Non capisco perché non sia stato così».

Autopsia in Italia, con tanto di riesumazione - Negli scorsi giorni attorno alle autopsie si è sviluppato un acceso dibattito, anche a seguito della rinuncia delle autorità vallesane a effettuarne una sul corpo del golfista italiano Emanuele Galeppini, il ragazzo di 16 anni trovato privo di vita ma senza apparenti segni di ustione.

È stata la Procura italiana a chiedere l'autopsia, tanto che è stato necessario riesumare la salma del ragazzo. Una riesumazione che ha provocato parecchia indignazione. «Un altro dolore inutile, porta solo altra sofferenza alle famiglie», ha detto il papà di Emanuele, Giuseppe Tamburi.

Anche in Svizzera il procedimento solleva interrogativi. Diversi avvocati delle vittime e anche le cliniche coinvolte – come l’ospedale di Sion e il Centro ospedaliero universitario (CHUV) di Losanna – non sono a conoscenza di autopsie sulle vittime della catastrofe di Crans-Montana, come ha fatto notare ieri la NZZ citando diverse fonti.

«La maggior parte dei parenti vogliono conoscere le cause esatte della morte» - Il fatto che la Procura del Vallese inizialmente non abbia effettuato autopsie lascia perplessi anche gli esperti. Ulrich Zollinger, professore di medicina legale ed ex condirettore dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Berna, ha dichiarato che «per esperienza, la maggior parte dei parenti desidera sempre conoscere le cause esatte della morte dei loro cari».

Queste perplessità oggi non trovano chiarezza dato che la Procura del Vallese ha deciso di mantenere un assoluto riserbo, non rispondendo più alle domande della stampa.

Secondo il diritto processuale svizzero, solo la Procura può ordinare un’autopsia nel caso si vogliano chiarire le cause di una morte.

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